Crociate: chi ha cominciato?

Quando qualcuno oggi vuole mettere in difficoltà un credente gli parla dei casi di pedofilia dei preti, dello IOR e, se vuole andare indietro nella storia, delle Crociate.
Inizieremo oggi a parlare proprio di queste guerre partendo dal motivo del contendere. La narrazione popolare su di esse dice che un bel giorno, intorno all’anno mille, la Chiesa costrinse tutte le corone europee a sottomettere i pacifici musulmani per conquistarne le terre e depredarne i tesori. Tale offesa, perpetrata a casa dei musulmani ed in nome del Vangelo (ma celante solo avidità), fu la fonte primaria del diffuso risentimento arabo verso tutto l’occidente. Una sorta di peccato originale della cristianità nei confronti del mondo islamico. Ma è così veramente?

Illustrazione di battaglia della seconda crociata. Fonte wikipedia
La “terra santa” e il Jiad

E’ bene innanzitutto sottolineare che la Israele, la cosiddetta “terra santa”, è stata dai tempi di Mosè terra degli ebrei (per i quali era la “terra promessa”), divenendo la terra di Davide. Con la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C. e la loro cacciata ad opera dell’imperatore Adriano, nel 146 d.C. ne furono “eredi” i Cristiani (Cristo era ebreo) che ne presero il controllo: divenuta provincia romana e rinominata Palestina, divenne per essi la “terra santa” in quanto luogo di nascita e di morte del Figlio di Dio Gesù Cristo. Nel 380, quando Teodosio decretò la religione cristiana come religione ufficiale dell’impero, la Palestina fu di conseguenza associata politicamente e religiosamente ad esso.

Nel 476 d.C., caduto l’Impero Romano, questa nazione rimase nell’orbita delle terre cristianizzate dell’Impero Romano d’Oriente. Nel VII secolo d.C. con una violenta e sanguinaria conquista da parte dei seguaci di una nuova religione, l’Islam, cade in mano dei seguaci del Corano. In questo testo Maometto, e per volere di Dio stesso, lancia il Jihad, la “guerra santa” contro gli infedeli. Secondo questo principio, tutto il Medio oriente e le coste dell’Africa settentrionale vengono conquistate manu militari ed assoggettate all’Islam. Ma i seguaci del Corano non si fermarono alla conquista delle coste dell’Africa mediterranea, ormai in buona parte cristiane: caddero infatti in loro mano buona parte dell’Impero Romano d’Orente, la Sicilia, la Sardegna, la Corsica ed il sud della Spagna fino quasi ai Pirenei. Poco o nulla ci si sofferma sui libri scolastici sulla crudeltà e sui delitti interpretati da questi conquistatori, nè tanto meno sulle sofferenze che i Cristiani dovettero partire in quei bui secoli. Con la conquista della Sicilia in particolare, caduta dopo un estenuante periodo di incursioni e razzie iniziate nell’814, i pirati saraceni avevano il completo controllo dell’ex mare nostrum: «I cristiani non possono far galleggiare sul mare neanche una tavola», aveva l’orgoglio di scrivere lo storico arabo ibn Khaldun. Le torri di avvistamento dette “saracene” che circondano ancora oggi le nostre coste furono proprio un tentativo di risposta a questa minaccia incombente. Ma le scorribande islamiche arrivarono ben oltre le coste, come a Lione, alla Svizzera e persino al centro stesso della cristianità, Roma. La città fu saccheggiata due volte, nel IX secolo, e anche S. Pietro venne depredata. Nel 1009 si ebbe la devastazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, con “la riduzione in povertà dei cristiani che impiegano 40 anni a restaurarlo” (M. Meschini, Il jihad & la crociata, Ares).

Quindi la storia delle crociate inizia il modo del tutto diverso da quello normalmente propagandato, con quattro secoli buoni di angherie subite dai Cristiani ad opera dell’Islam. La prossima puntata vedremo la situazione della Cristianità minacciata e la sua prima risposta.

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