Non siamo animali

Mario Tozzi

Domenica 17 giugno 2018, prima serata Rai3, trasmissione Kilimangiaro, ospite d’onore Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico di fama nazionale. Si parla dell’eccessiva pressione provocata dall’uomo sul povero pianeta terra. Le parole dello scienziato sono ampiamente condivisibili in quanto sono a difesa di un ambiente troppo vessato. Ma nella foga, il buon geologo, spiega che l’uomo “è l’unico animale che accumula”. Accumulando distrugge il pianeta, certamente, ma l’uomo è davvero solo un animale? Tozzi non ha detto che l’uomo è l’unico essere vivente che accumula, ha detto che è un animale. E si può credere che egli lo creda veramente e che non si tratti di un lapsus. Perché? Perché è tipico pensarlo nell’ambiente scientista, veteropositivista, progressista. In questa cultura tutto è nato dal nulla [senza alcuna riflessione sulle conseguenze filosofiche del Big Bang], la vita è nata dalla materia bruta [l’hanno chiamata abiogenesi, senza averne alcuna prova] e la coscienza sarebbe frutto della evoluzione darwiniana[senza contare che il co-fondatore della teoria, A. R. Wallace, credeva che “nello sviluppo delle facoltà intellettive e morali dell’uomo intervenissero forze spirituali ancora ignote e invisibili..”.

Ma siccome dalla riflessione dobbiamo escludere ad ogni costo Dio ed il metafisico, sicuramente, per quelli come Tozzi, caso e selezione naturale sono stati sufficienti a creare il “miracolo” dell’autocoscienza. Sissignori, miracolo come e più della creazione dell’universo, come e più dell’origine stessa della vita. State leggendo questa pagina, ne traete un senso, ne siete coscienti: ecco il miracolo, la vostra composizione fisica non è dissimile da quella di un sasso o di un lombrico, ma siete autocoscienti. L’uomo è la “classe semantica della vita” diceva il linguista Alfred Korzybsky; un essere ad “immagine e somiglianza di Dio”, dice la Bibbia; non è quindi un animale, almeno non solo! Abbiamo senz’altro una componente animale, biologica, ma perdiamo di vista l’unicità di questo essere se tralasciamo la sua peculiarità. Inoltre è pericoloso che a ridurlo a semplice animale sia proprio uno scienziato. L’uomo occidentale medio considera la scienza come la nuova religione, e tali pronunciamenti hanno un peso drammatico: dobbiamo ricordare come le storie del Lombroso e del Nazismo razzista abbiano insegnato quanto sia pericoloso strumentalizzare la scienza per annullare la dignità umana. Ad una tale critica Tozzi potrebbe rispondere che, seppure animale, l’uomo ha pur sempre la sua dignità di unico essere pensante, per quanto ne sappiamo. Il problema è che la sua visione nega di substrato filosofico la dignità umana. La pensa proprio così il biologo ateo R. Dawkins: “Noi, e tutti gli altri animali, siamo macchine create dai nostri geni […] robot programmati ciecamente per preservare le molecole egoistiche conosciute come geni “.

E quali diritti umani si possono difendere con tali premesse? In definitiva, può esistere una sottostante morale universale per un tale essere automatico? T. H. Engelhardt, uno dei più  grandi bioeticisti al mondo, ritiene di no in quanto siamo approdati “allo  sganciamento della morale e dell’autorità dello stato da qualsiasi allusione a un significato ultimo. Poiché la cultura laica dominante del nostro tempo si colloca dopo Dio, la riflessione morale laica non può che occuparsi di ogni cosa come se essa non venisse da nessuna parte, non andasse da nessuna parte e non avesse alcuno sbocco finale[..]Il punto non è semplicemente che in un universo senza Dio non esiste alcuna sanzione necessaria nemmeno per atti di malvagità enormi. Tutto è in definitiva assolutamente privo di senso”(Dopo Dio. Morale e bioetica in un mondo laico, 2014). Come l’uomo si opporrà alla dittatura, ai regimi illiberali e, in definitiva, ai vari mali del mondo? Con una morale basata sull’assenza di senso? Ad esempio, con l’assenza di senso possiamo opporci all’assurdità trumpiana di bambini allontanati dai genitori perché questi sono clandestini, come succede in questi giorni negli USA? Per fortuna oltre a letterati e religiosi ci sono grandi scienziati che hanno un’altra visione

J. C. Eccles

dell’uomo. Per citarne uno, il grande neurofisiologo premio Nobel per l la medicina J. C. Eccles, la scienza «..non ha alcuna spiegazione per la prima – in ordine temporale – evoluzione (l’abiogenesi), né per l’ultima (la comparsa di Homo sapiens e del linguaggio simbolico insieme ad esso).» L’uomo ha quindi anche delle caratteristiche che non derivano dal mondo fisico-biologico, uniche e metafisiche. No, non siamo solo animali ed abbiamo una dignità ed una morale da opporre alla prevaricazione. Basta che l’Occidente se ne ricordi per mettere una pezza alle sue storture.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *