Mi riferisco a BitTorrent, una metodologia particolare di download, che esula da quella tradizionale ma che non è poi nemmeno un classico P2P (peer to peer). Ha già un paio di anni di vita ma non è molto diffusa e conosciuta, forse perché leggermente più complicata.
Innanzi tutto bisogna avere installato nel proprio pc un client apposito, ce ne sono parecchi disponibili gratis in rete, per esempio uTorrent che è il più piccolo fra tutti ma non certo il meno efficiente.
Secondo requisito, il file che si vuole scaricare dev’essere su un server “attrezzato†per consentire questo tipo di download. Qui di seguito segnalo il link di una raccolta di siti del genere: http://web-of-knowledge.blogspot.com/2006/02/torrents-sites-general-httpweb1.html
Dopodiché provare. E qui si vede la differenza: la velocità di ricezione del file sarà proporzionale alla quantità di utenti che in quel momento stanno scaricando lo stesso file.
Infatti il primo che si collega – ed inizia a scaricare – rende disponibile ad altri la parte di file già scaricata sul suo pc. Il secondo che vuole quel file lo preleverà dal primo anziché dal sito originale; il terzo lo scaricherà dal secondo (e anche dal primo, se gli rimane della banda disponibile); il quarto dal terzo e da tutti gli altri che hanno ancora banda, etc.
In definitiva il client BitTorrent assume pure le funzioni di server, cioè ogni utente che scarica un determinato file diviene a sua volta fornitore dello stesso file verso n utenti prima naturalmente che sia terminata l’operazione di download.
Da qui si capisce che conviene utilizzare questa metodologia solo quando il file è scaricato da più utenti – di solito il client e/o il server si accorge del verificarsi di questa condizione – altrimenti s’annulleranno i vantaggi sopra citati e si procederà alla velocità di un download tradizionale.