Vedo oggi che Digg.com riporta la notizia apparsa su News@Nature.com riguardo la ricerca condotta da Nicola Pugno del Politecnico di Torino, la città in cui vi scrivo. Questa ricerca riguardava la possibilità di creare il cosiddetto “ascensore spaziale”, un’idea nata anni fa da qualche racconto di fantascienza, che qualcuno ha poi preso sul serio e vorrebbe prima o poi farne realtà . In pratica, invece di utilizzare missili o shuttle per collegare la Terra con le basi spaziali in orbita geosincrona si utilizzerebbe un lunghissimo cavo sul quale una cabina ancorata scorrerebbe su e giù.
Certo, sarebbe un mezzo che abbatterebbe drasticamente i costi di collegamento tradizionali, ma la sua costruzione non è affatto semplice, anzi. Il problema principale è quello di trovare un materiale dalle proprietà fisiche eccezionali. Pugno ha provato a fare i calcoli basandosi su fibre costituite da nanotubi di carbonio ma l’esito non è stato positivo, purtroppo bisogna trovare qualcosa di meglio. Ma non disperiamoci, sarà solo questione di tempo, quante cose che prima erano appunto pura fantascienza ora non lo sono più?