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Perle di progressismo

Centrati a vantaggio dell’intera umanità  i mirabolanti obiettivi dell’aborto e del divorzio facile, del matrimonio omosessuale e dell’utero in affitto, la sinistra progressista dell’Occidente è alla divertita esplorazione del continente del  “sesso strano” e della”gender choice“. L’Italia non fa eccezione e sono diverse le amministrazioni comunali, provinciali e regionali che nel moderno supermetcato dell’orientamento sessuale offrono una variegata offerta a bambini ed adolescenti. Ci sono libri che, grazie ad un cavallo che si sente un cane, insegnano ai bambini che cambiare sesso è divertente: in Svezia con questo metodo i bambini transgender sono aumentati del 100%, che bello! Anche noi, anche noiii. Poi c’è il  teatro per ragazzi che  invita ad essere bambini gender fluid, quella nelle scuole. e quella della Rai che è impegnata a sua volta con video istruttivi. Ma anche per le strade, nelle piazze delle vostre città, è possibile sperimentare quanto eccitante sia uscire dalla “gabbia eteronormativa”.  A Santarcangelo, ad esempio si “spinge”, tra le altre cose, sulla ecosessualità, presentando l’attività di un club ecosessuale (con le piante e/o animali è più bello). Anche a Palerno, un’ illuminata amministrazione ha portato recentemente questa “moda” all’Orto Botanico , totalmente incurante che i bambini  possano o meno accedare ad un filmato chiaramente pornografico.

E se un bambino dovesse mai farsi venire dei dubbi a vedere tutte queste belle ed istruttive cose? Beh, ci pensa lo Stato a prendersene carico, anzi, lo Stato fa in modo che il bambino stesso, prima o poi, decida cosa diventare, facendo da cavia per un farmaco che potenzialmente lo può devastare. Non ci credete? E invece è proprio così. Infatti, la commissione AIFA il 13/7/2018 si è riunita e ha votato a schiacciante maggioranza un documento che  rende legale l’utilizzo di Triptorelina per bloccare lo sviluppo sessuale del bambino “confuso”(viene chiamata Disforia di Genere, DG) in attesa di sviluppi futuri. Vi sembra troppo? E allora in aggiunta sappiate che il testo recita che  “Al momento l’uso del farmaco per DG negli adolescenti è caratterizzato da incertezza: 1) non esistono studi di sicurezza e dati sufficienti di follow-up in grado di rassicurare sulla mancanza di effetti collaterali a breve e a lungo termine. Non risulta sufficientemente provato se l’interruzione della pubertà fisiologica possa avere conseguenze negative sulla crescita, sulla struttura scheletrica, sull’apparato cardio-vascolare, neurologico-cerebrale e metabolico e sulla fertilità. I dati disponibili sono di tipo aneddotico, osservazionale o narrativo per quanto riguarda sicurezza ed efficacia: senza adeguati controlli sperimentali è impossibile un giudizio scientifico sui rischi. 2) Non sono ancora sufficientemente esplorate le conseguenze del blocco dello sviluppo sessuale in rapporto allo sviluppo emotivo-cognitivo che procede. 3) Un punto critico bioetico è la partecipazione e il consenso al programma terapeutico dell’adolescente. Nella somministrazione del farmaco va considerata la condizione di particolare vulnerabilità degli adolescenti sotto il profilo psicologico e sociale. Si pone, dunque, il problema in quali termini un assenso di un minore possa essere espresso in modo realmente libero, valido, senza interferenze esterne, e con la consapevolezza delle informazioni ricevute, per questo caso e in queste condizioni, nelle quali, tra l’altro, la DG, come già ricordato, si accompagna spesso a depressione, ansia, istinti suicidari».

Ci si chiede come, nonostante questi macigni posti dinanzi all’utilizzo di una tale “terapia preventiva” la commissione abbia dato lo stesso parere positivo. Evidentemente il “pensiero unico” non ammette deroghe. Quindi se avete un figlio adolescente che, andando al parco, ad esempio, scopre la propria supposta “confusione” sessuale, potete, col favore dell’AIFA, decidere di bloccargli lo sviluppo  fermandolo in un limbo di ambiguità sessuale, col rischio reale di provocargli enormi danni fisici e psichici. La natura ed il buon senso non solo non vengono tenuti in conto ma vengono calpestati con un farmaco con caratteristiche di sicurezza nulle.

Ci si rende conto che si tratta di persone scosse ed immature quando si affermano cose come: «Attraverso l’ausilio di professionisti del settore, è importante ottenere dal minore un consenso espresso in modo libero e volontario e con la consapevolezza delle informazioni ricevute nelle specifiche condizioni fisiche e psichiche. Durante questo processo è di fondamentale importanza verificare anche che le aspettative esterne, dei genitori e della società, non interferiscano sull’acquisizione di consapevolezza dell’adolescente»?

A volte ci si chiede perchè mai la maggioranza moderata degli Italiani continua ad abbandonare tali sensati paladini del progressismo per gettarsi nelle braccia di pericolosi estremisti populusti. Qualcuno ha, a questo punto, chiara almeno una parte della risposta?

Schiave senza identità

In Inghilterra quaranta scuole vietano alle alunne di indossare le gonne per non offendere gli alunni “transgender”. Non è uno scherzo. E’ il “progresso”. I progressisti infatti, sono riusciti a piazzare un altro colpo a danno del “naturale”: non esistendo i sessi (stupidi bigotti, il DNA  e la riproduzione sessuata è invenzione dei preti e non della natura!), è giocoforza che tutti i cosiddetti “ex generi” debbano confondersi, per non far sentire in disagio chi è confuso già di suo. Un rappresentante LGBT ha così commentato: «Stiamo semplicemente assicurando che tutti gli studenti siano rappresentati, compresi i giovani che non si identificano come maschi o femmine». Chicche di saggezza.

Ricordate le dita levate al cielo delle donne nei cortei del ’68? E ricordate le loro minigonne? Ecco, quell’ideale  di autodeterminazione si è ridotto ad uno snaturamento della femminilità nel rispetto dell’ideologia “gender” a cui il femminismo stesso da tempo strizza l’occhio. Altro che minigonne, costrette ad anonimi pantaloni! Una perdita netta di  identità, una costrizione ad uniformarsi agli uomini (a loro volta costretti a perdere la loro identità sessuale) od a qualcosa di tetramente intermedio tra i sessi. In fondo nulla di nuovo, si sta continuando sulla strada sessantottina: le “conquiste” del dover lavorare fuori ed in casa, di non potersi tranquillamente dedicare ai figli, a volte di non poter fare figli perchè limitativo della carriera, di dover competere con gli uomini nell’ambiente lavorativo, non sono certo una sottolineatura della specificità della donna. Ma c’è di più.

I paladini del “gender” le hanno addirittura costrette a trasformarsi in “incubatrici a gettone” di pargoli per ricche coppie omosessuali. E qualcuno vede normali queste pratiche anche in Italia  , dove la sinistra “moderata” del PD ha  nominato recentemente responsabile del Dipartimento diritti civili del partito Sergio Lo Giudice, riconosciuto omosessuale favorevole all’utero in affitto (che ha già sfruttato per scopi personali due volte). La linea del PD è finalmente chiara, tanto che alcune iscritte hanno lasciato per protesta il partito; tra queste la parlamentare europea Francesca Marinaro che ha amaramente commentato: “Ho aderito al Pci nel 1976 perché difendeva la dignità umana che per me è stata sempre la priorità.  Ora devo prendere atto che non è più così”. Affrancate dal padre padrone, le donne possono finire schiavizzate e mercificate da ogni individuo che manifesti un “orientamento” sessuale non convenzionale. E i bambini? Innocenti, per la cecità degli adulti, verranno al mondo senza papà o senza mamma. Chi tutela i diritti di questa “minoranza” indifesa?

Non sono radical chic!

È abitudine della trasmissione di Rai3 Agorà Estate che alla fine della stessa venga intervistato un ospite, solitamente di sinistra , che, a tu per tu con la conduttrice e senza l’ombra di contraddittorio, elargisce liberalmente il suo oracolo ai telespettatori. Questa mattina il ruolo della guest star è toccato all’attrice Monica Guerritore. Applauso di rito.

La signora ha manifestato fin da subito uno sdegnato rifiuto dell’etimologia con cui viene sottolineato l’attuale scollamento della sinistra dal sentire della gente comune: in particolare, ha attaccato termini come “PDioti”(esecrabile indubbiamente), “radical chic” e “salotti bene”. La nostra attrice ha sostenuto che radical chic e salotti bene siano termini senza significato oltre che invenzioni dei populisti. Insomma, una cosa tipo: “non esistono vampiri ma solo persone che succhiano il sangue”. Devo confessare che avevo un’idea abbastanza vaga su questo tipo di ambienti ma dopo l’intervento della nostra per me tutto è diventato più chiaro.
Bisogna innanzitutto dire che tali espressioni sono state coniate per mettere in evidenza come la sinistra in tutto l’Occidente sia sostenuta ormai da ambienti d’alta borghesia i cui interessi sono in rotta di collisione con le classi disagiate che una volta difendeva. Così la decimata classe operaia (scomparsa completamente per l’attrice) assieme alla parte della borghesia che più ha sofferto la crisi e la globalizzazione in questi ultimi anni, ha trovato nelle destre di ogni tipo una sponda apparentemente più coerente per difendere i propri diritti. Naturale quindi una sorta di antipatia per intellettuali “progressisti” che vivono in dimore lussuose e si spostano in aereo od in elicottero, ma che parlano nei talk show come se fossero filantropi con le scarpe bucate. Di più, il loro sostegno incondizionato alla globalizzazione ed all’emigrazione incontrollata di folle di poveracci verso d’Occidente, risulta addirittura irritante per coloro che riescono a malapena a sbarcare il lunario. Ecco che la Guerritore, con le sue idee e con la sua storia, rappresenta perfettamente il prototipo del radical chic.

L’attrice, da sempre fornita di indubbia bellezza, capacità artistiche e disinvoltura, ha impreziosito di memotabili ed immedesimate interpretazioni film erotici come Sensi e Scandalosa Gilda;  ha quindi sul petto il distintivo del political correct, sicuramente  incline come è alla morale “aperta” che tanto piace all’area Lgbt. Di più, anche grazie ai suoi matrimoni ha scalato la piramide sociale fino a divenire moglie dell’ex direttore della Rai e parlamentare PD Roberto Zaccaria. Quindi, quando la signora dice che non ci sono radical chic ma normali persone che uscite dallo studio televisivo pensano alla vita di tutti i giorni, appare poco credibile, in quanto sembra solo volersi mimetizzare nella folla di “inferiori” di fantozziana memoria. E quando afferma che le critiche al governo di quelli come lei riguardo all’immigrazione sono solo idee di “intellettuali che pensano” (notata la mal celata ostentazione di superiorità ontologica? ), come non tenere conto che lei stessa è sposata con uno che è passato dalla presidenza RAI a quella di una ONG? Non starà forse parlando per difendere la sua posizione? È solo il suo libero e progressista pensiero? Andreotti diceva che a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azecca. Decodiamo di ospendere il giudizio ma dopo l’intervista si ha più chiaro il motivo della nascita di tanti epiteti urticanti nei confronti di tali intellettuali. Da parte mia un grosso grazie a Monica, è stata illuminante. Ad altri l’ardua valutazione su quanti voti ha fatto perdere alla sinistra italiana una simile performance.

Troppo facile

In pieno crisi per il caso ”Acquarius” tra Francia e Italia irrompono nella discussione politica anche i giudizi negativi che ricadono sugli Italiani “cattivi” perché respingono chi è in difficoltà. Lo ha fatto un pezzo grosso della Chiesa cattolica citando un brano del Vangelo e lo ha fatto anche Jacopo Fo durante la trasmissione Agorà di Rai 3 richiamando i Cristiani ai loro principi di accoglienza, pena la discesa automatica all’Inferno. Sì, avete capito bene, proprio Fo, rampollo ormai attempato di una delle famiglie più importanti dell’intellighenzia di sinistra, richiama la Cristianità italiana ai propri principi, quei principi che egli ed i suoi compagni ha tentato di soffocare in ogni modo, sognando un’Europa ed un mondo de-cristianizzato. Ma hanno tentato, lui ed i suoi genitori, di richiamare l’Italia alle comuni radici cristiane quando di doveva votare il divorzio? E per l’aborto come si sono schierati? E per i cosiddetti “diritti civili” sono stati dalla parte dei più deboli (i bambini) o si sono schierati dalla parte dell’egoismo? Ma allora che diritto ha ora il signor Fo, e chi come lui è una bandiera del buonismo, a richiamare questi principi? Nessuno, e infatti l’interesse per la cristianità è solo strumentale: egli prende dal cesto del nemico solo il frutto che gli piace..

Fermo restando che la coscienza di un cristiano deve sempre essere sollecitata da tali accadimenti, interventi come questo rischiano di  irritare chi invece, onestamente, si è sempre battuto per un mondo migliore basato sui cardini della cultura cristiana.   Lo aveva ammesso lo stesso Fo in un suo libro che “dobbiamo in gran parte al Cristianesimo se oggi il mondo ci appare meno inumano, sadico e violento che in passato.” quindi stia sereno che di Cristiani impegnati  se ne troveranno sempre, ma certo non perchè lui li chiama a raccolta..