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’68? Il vaso di Pandora

Sssssst. Parla il Papa emerito Benedetto XVI su Chiesa e pedofilia e lo fa in 18 pagine apparse
sul mensile tedesco Klerusblatt nelle quali, tra le altre cose, ammonisce: “non abbiamo bisogno di un’altra Chiesa inventata da noi” . Papa Ratzinger pianta dei paletti quando considera la “rivoluzione” (ma meglio sarebbe dire “annullamento”) morale sessantottina non solo come l’origine della decadenza dell’Occidente, ma anche della crisi della stessa Chiesa, pedofilia compresa. La causa è l’assenza di Dio.

Benedetto XVI, in particolare, scrive che “la questione della pedofilia è, per quanto ricordi, divenuta scottante solo nella seconda metà degli anni ’80.” Non nega quindi che essa sia un male antico ma afferma che alla sua esplosione abbia contribuito in maniera decisiva il contagio del relativismo sessantottino.

Ebbene sì, tale esternazione può generare confusione, ma può evitare anche salti nel buio. Infatti la confusione regna sovrana da tempo su alcuni argomenti morali e la speranza dell’ex-Papa di “essere di aiuto in questo mo­mento difficile” la facciamo volentieri nostra.

Di seguito i suggerimenti di Papa Ratzinger. Dobbiamo innanzitutto “comprendere” il messaggio di Dio che ha iniziato con l’uomo un rapporto affettuoso. Dobbiamo essere capaci di abbandonarci a questo amore per essere redenti. Nella società occidentale domina la «morte di Dio» e lo stesso cristiano ha la tentazione di non parlarne, di vivere come se non ci fosse. Tutto cambia se Dio viene anteposto, se siamo quindi rinnovati e dominati dalla fede. La Chiesa è vista spesso solo come “una specie di apparato politico” ma Gesù l’ha assimilata ad “una rete da pesca” con pesci buoni e cattivi, essendo il pescatore (Dio) stesso poi a separarli. E’ il diavolo a suggerire che dentro non vi sono pesci buoni, di più, sostiene che tutta la creazione è piena di miseria e di schifo. Bisogna dire tutta la verita: che esistono i pesci buoni e con essi una “Chiesa santa che è indistruttibile“.

E’ onesto dopo questo breve sunto confessare a chi legge il disgusto e la delusione di chi scrive per vicende che esprimono limpidamente il radicamento del Maligno nella Chiesa. E’ onesto confessare la vergogna di chi ci crede ancora soprattutto per affidamento amoroso a chi l’ha fondata. Si esprime infine profonda vicinanza e rispetto nei confronti delle vittime di questi abomini.