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Il regresso

«Avremmo la possibilità di svolgere una vita individuale e sociale di gioia. Sa, da psichiatra vorrei che tutti vivessero bene…». «E invece mi chiedo: perché c’è questo eccesso? Perché il ritorno a queste povertà medievali e a queste ricchezze estreme? E badi che io non ce l’ho con la ricchezza. Ma stiamo regredendo alla pulsionalità, al faccio quello che voglio. Come certi quindicenni, ma questo è un altro problema».

«Lo so che io mi occupo di un uomo alla volta, ed è bellissimo, perché un uomo è un mondo; ma qui è un insieme, una civiltà che sta degenerando. E questi tre segni indicano non che un singolo paziente è matto, bensì che la nostra società intera è in agonia, che sta per morire. Se non si cura, la civiltà crepa. E a me di tornare al mondo selvaggio non va per niente».

Vittorino Andreoli, psichiatra, intervista al Giornale, 26/08/2018

L’ateismo è morto!

Ricordate la celebre frase di Nietzsche: “Dio è morto.”? Ebbene, sapete che c’è? Che è invece proprio l’ateismo ad essere morto. E non lo afferma un preticello di campagna ma un intellettuale di rilievo della patria dell’Illuminismo, Philippe Nemo, direttore e professore di Filosofia economica del Centro di ricerche in Filosofia economica presso ESCP Europe. Insomma, un pezzo grosso che proviene da un ambiente a prima vista completamente scristianizzato, ma che ci ricorda nel suo libro una verità sotto traccia a giudicare dai media: due secoli di “bombardamento” metaforico e reale della cristianità non sono stati sufficienti a sradicare la religione cristiana dal vecchio continente. Fu l’Illuminismo  ad inaugurare la stagione in cui «tutte le energie intellettuali sono state dedicate a respingere l’idea di Dio», ma il suo tentativo di sostituirsi ad esso con la scienza positivista (e la deriva scientista) è franato all’inizio del XX secolo. Da Hegel in poi ci provarono con l’Idealismo tedesco,  arrivando infine ad un “punto morto” filosofico. Quindi Strauss e Feuerbach  tentarono a negare la storicità del Cristo, cosa dimostratasi insostenibile in base ai fatti. Ci provarono anche con le filosofie rivoluzionarie, ma massoneria, nazismo e comunismo si risolsero nell’oppressione sistematica dell’uomo che avrebbero dovuto liberare. Un ultimo tentativo, ancora in corso ma infruttuoso, è la propaganda a favore dell’assolutizzazione dell’arte, la spinta verso contaminazioni neo-pagane e le filosofie orientali. Il risultato di questo “indottrinamento” mediatico è l’angosciosa “notte” della cultura occidentale, una cultura ammorbata anche dai “cadaveri intellettuali” delle ideologie politiche fuori tempo massimo e della  propaganda scientista targata Angela,  Augias, Odifreddi, Flores d’Arcais.  Ma l’aurora spirituale, in ogni caso,  è meno lontana di quanto si possa immaginare: il pensiero ateo sa opporre solo egoismo e nichilismo al “senso” cristiano del tutto e «nel silenzio dell’ateismo, la Parola di Dio ritornerà a essere udibile». Qualcuno già la sente..