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BBC in salsa progressista

Per una società progressista servono media progressisti e tra questi la BBC, la TV pubblica inglese, merita un posto di rilievo. Già, perchè, da almeno un decennio è tra gli strumenti di disinformazione che più si batte contro il credo cattolico, visto evidentemente dai suoi vertici come simbolo di una cultura da superare.

Ecco nel 2011 la triste missione di voler cambiare la definizione delle date, basata normalmente su a.C. e d.C., prima e dopo Cristo. Il richiamo religioso non piacque ai sudditi si Sua Maestà e decisero che da quel momento in poi la nostra era si sarebbe chiamata “era comune”. Il riferimento alla nascita di Cristo non era piaciuto neanche ai rivoluzionari francesi, che tentarono di far coincidere l’anno ed il giorno zero con il 14 luglio 1789, anno della presa della Bastiglia. Sarà poi Lenin a fissarlo per l’URSS al 1917, data della rivoluzione d’Ottobre. Infine, e più modestamente , il Duce volle affiancare al calendario cattolico quello dell’Era Fascista. Tutti questi tentativi fallirono miseramente ma nessuno avvisò la BBC che vide a sua volta inesorabilmente rovinare anche il suo tentativo. Ma la crociata anticattolica dell’emittente britannica continua anche ai nostri giorni.

Non ci credete? Il rogo di Notre Dame è stato trattato in maniera asettica come se bruciasse un ” museo“. Di certo «nessuna di queste parole è stata citata: cristiano, cristianesimo, cattolico, adorazione, adoratori, sacro, messa, settimana santa», afferma Catherine Utley, ex giornalista dell’emittente. Di più, la BBC è talmente schierata da ignorare sistematicamente il cattolicesimo ad eccezione dello scandalo degli abusi sessuali. E l’impegno del colosso mediatico si è rivolto recentemente contro gli uomini bianchi, visti anch’essi, evidentemente, come residui di un passato patriarcale da eliminare. «Chiunque abbia uno scroto, se la può scordare. Semplicemente non danno più lavoro ai maschi», ha chiarito coloritamente un presentatore messo da parte per una donna. Più sconcertante il rassegnato commento di un altro “trombato”: « c’è stato un monopolio maschile per lungo tempo e dunque cosa c’è di male in un monopolio femminile? … Come uomini, dobbiamo accettare che il nostro tempo è passato» . Una simile reazione da parte di un uomo che ama la carriera almeno come le donne può solo suggerire l’ipotesi che il nostro abbia in mente di raccogliere a breve qualche mollica caduta dal tavolo dell’emittente, oggi saldamente femminista.

Uomini cattolici avvisati..