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Un premio per la fede

Il fisico teorico Sergio Ferrara

La teoria premiata, la “Teoria del Tutto”, sarebbe coronamento del sogno di Einsten; è in realtà una teoria moribonda.

Naturalmente non abbiamo nulla contro il connazionale Sergio Ferrara che il giorno 7 agosto ha vinto, assieme ad uno scienziato americano ed un olandese, il premio milionario Breakthrough. Ad maiora per lo scienziato romano! Il premio, foraggiato dai ricconi di Facebook, Google ed Alibaba è strombazzato come “pari al Nobel” e noi ce la beviamo così. Ma ciò che veramente non convince è che i tre scienziati abbiano ideato la teoria della “supergravità” già nel lontano 1976 e che da allora nessun esperimento l’abbia mai confermata. E allora perchè premiarli? Arriviamoci per gradi.

La nostra conoscenza dell’universo si fonda sulla teoria quantistica e sulla teoria della relatività. La prima permette la spiegazione di fenomeni microscopici fino a 10-16 cm e la seconda copre i fenomeni a scala galattica. La relatività einsteniana porta dritto dritto al Big Bang, la nascita del cosmo circa 13,7 miliardi di anni fa, così completando il quadro del “modello standard”, insieme di teorie che permette di fare una miriadi di progressi e previsioni in tutti i campi. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Innanzitutto le due teorie tra di loro sono incompatibili eppoi, pur funzionando con opportuni aggiustamenti nel range suddetto, non danno informazioni a scala più piccola e più grande, ci costringono a convivere con evidenti paradossi e necessitano di interventi ad hoc ( materia ed energia oscura) per far quadrare le formule con ciò che vediamo ai telescopi.

Lo schema SUSY

Per risolvere la debàcle fu proposta, appunto negli anni ’70, la teoria della “supergravità” o “supersimmetria”, o SUSY, o MWT o teoria delle stringhe o multiverso o TOE (teoria del tutto). Alla base c’è la convinzione che ogni fenomeno sconosciuto sia spiegabile con controparti (nuove particelle) “supersimmetriche” di quelle conosciute. I governi decisero di unirsi per verificare questa idea investendo tanti bei quattrini negli esperimenti del Tevatron di Chicago e del Cern di Ginevra. “Se la supersimmetria è un’ipotesi corretta, la vedremo presto confermata”, si pensava nel 2005 di una teoria che prometteva 1 infiniti universi, dimensioni di una Natura infinita ed autosufficiente. I calcoli d’altronde predissero particelle supersimmetriche sufficientemente “leggere” da essere alla portata delle relativamente basse energie disponibili negli esperimenti.. E invece nulla: sia il Tevatron che il Cern non confermarono la teoria. I calcoli furono faticosamente modificati portando le particelle a masse maggiori, furono spesi più soldi per potenziare di dieci volte l’acceleratore del Cern ma nulla, un altro buco nell’acqua. Gli esperimenti in realtà dimostrarono con grande precisione la validità del modello standard (Bosone di Higgs) ma delle particelle supersimmetriche nessuna traccia.

Da qui la crisi della fisica con le teorie alternative si scontrano con un modello standard precisissimo ed inattaccabile che ci restituisce un’immagine innaturale del un cosmo, costruito come un “artefatto”. Di conseguenza la fisica rimane impantanata in decenni di sviluppo di una teoria dalla verifica improbabile. E le sabbie mobili del potenziamento degli esperimenti, ancora oggi perseguito, sembrano sempre più mortifere: i calcoli continuano ad essere rivisti verso masse maggiori ma diviene sempre più improbabile che in futuro si possa trovare qualcosa in quanto le energie necessarie non risultano neanche immaginabili.

E allora? Nonostanque molti tra quelli che ha lavorato dalla prima ora alla teoria asseriscano che “È tempo di pensare a una nuova idea e mettersi al lavoro per svilupparla”, la maggioranza dei fisici è disposta a perseverare con SUSY a tutti i costi. Ecco che vengono riportati alla ribalta coloro che hanno avuto l’idea, premiarli per sostenerne la fideistica speranza in una teoria che “potrebbe non essere una descrizione valida della realtà“. Solo così si potranno chiedere agli stati ancora più soldi, molti di più, per costruire acceleratori sempre più potenti. In ogni caso infatti, anche senza scoperta della supersimmetria, gli esperimenti regaleranno remunerative applicazioni alle multinazionali che avranno sviluppato il programma con soldi pubblici. Il cerchio quindi si chiude: guadagni privati permessi da fondi pubblici e schiere di atei incalliti alla Odifreddi che protranno continuare a coltivare la loro fede nella Natura, benedetti dai social e dai commercianti, tutti politicamente ineccepibili e riuniti dalla speranza del guadagno. La teoria quindi, appare “Too big to fail” come la Lehman Brothers e, come per il suo fallimento di allora, saranno le nostre tasche a coprire ogni buco. D’altronde il nome del premio, Breakthrough, oltre che “passo avanti” significa pure “sfondamento”.

Notes:

  1. Lisa Randall, Warped Passages

Absurdum in fundo

E siamo alla fine del nostro approfondimento sul potere conoscitivo di una scienza fondata solo sulla matematica. Abbiamo visto nelle due precedenti puntate come dalle bizzarrie della fisica quantistica sarebbe dovuta scaturire una sana riflessione sui fondamenti della scienza galileiana. E invece la comunità dei fisici, ubriacata da suoi strabilianti risultati “tecnici”, ha continuato a considerarla l’unica fonte di conoscenza cacciandosi così nel peggiore dei vicoli ciechi. Leggi tutto..