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Utilità dell’ateo

M. Cacciari

Sì, anche gli atei sono utili per chi crede. Normalmente non ci si pensa ma è proprio così, a ben vedere. Di questo tratta un bel colloquio pubblico del 13/7/2018 fra un lettore e Don Antonio Rizzolo, su Famiglia Cristiana. Il lettore ha partecipato a dibattiti con atei famosi come Odifreddi, Augias e Cacciari, e ne è uscito “rafforzato” nella fede. Di più, afferma che “queste persone siano in qualche modo più meritevoli di noi – cosiddetti credenti – che il più delle volte trasciniamo una fede smorta, priva di domande, mentre in loro la ricerca della verità è a volte un vero tormento.” E purtroppo ha ragione. Ma  anche Don Antonio risponde in maniera interessante: “A volte sono dei veri e propri avversari, perfino persecutori della Chiesa e dei credenti. Quando però si tratta di persone oneste e corrette, il dialogo con loro è particolarmente fruttuoso. Ci fa capire, come sottolinei anche tu, che la nostra non è una fede cieca, non è fideismo. Infatti, con la luce della ragione, partendo dalle cose create, l’uomo può conoscere Dio. Questa capacità deriva dal suo essere creato a immagine di Dio.” E partire dalla cose “create”, dal mondo quindi, se ben si procede, non può che portare a Dio: diceva San Tomaso nella sua Summa contra gentiles che  «sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tuttavia i principi naturali della ragione non possono essere in contrasto con codesta verità»
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L’ateismo è morto!

Ricordate la celebre frase di Nietzsche: “Dio è morto.”? Ebbene, sapete che c’è? Che è invece proprio l’ateismo ad essere morto. E non lo afferma un preticello di campagna ma un intellettuale di rilievo della patria dell’Illuminismo, Philippe Nemo, direttore e professore di Filosofia economica del Centro di ricerche in Filosofia economica presso ESCP Europe. Insomma, un pezzo grosso che proviene da un ambiente a prima vista completamente scristianizzato, ma che ci ricorda nel suo libro una verità sotto traccia a giudicare dai media: due secoli di “bombardamento” metaforico e reale della cristianità non sono stati sufficienti a sradicare la religione cristiana dal vecchio continente. Fu l’Illuminismo  ad inaugurare la stagione in cui «tutte le energie intellettuali sono state dedicate a respingere l’idea di Dio», ma il suo tentativo di sostituirsi ad esso con la scienza positivista (e la deriva scientista) è franato all’inizio del XX secolo. Da Hegel in poi ci provarono con l’Idealismo tedesco,  arrivando infine ad un “punto morto” filosofico. Quindi Strauss e Feuerbach  tentarono a negare la storicità del Cristo, cosa dimostratasi insostenibile in base ai fatti. Ci provarono anche con le filosofie rivoluzionarie, ma massoneria, nazismo e comunismo si risolsero nell’oppressione sistematica dell’uomo che avrebbero dovuto liberare. Un ultimo tentativo, ancora in corso ma infruttuoso, è la propaganda a favore dell’assolutizzazione dell’arte, la spinta verso contaminazioni neo-pagane e le filosofie orientali. Il risultato di questo “indottrinamento” mediatico è l’angosciosa “notte” della cultura occidentale, una cultura ammorbata anche dai “cadaveri intellettuali” delle ideologie politiche fuori tempo massimo e della  propaganda scientista targata Angela,  Augias, Odifreddi, Flores d’Arcais.  Ma l’aurora spirituale, in ogni caso,  è meno lontana di quanto si possa immaginare: il pensiero ateo sa opporre solo egoismo e nichilismo al “senso” cristiano del tutto e «nel silenzio dell’ateismo, la Parola di Dio ritornerà a essere udibile». Qualcuno già la sente..