Lo sbarco dell’uomo nel 1969 sul nostro satellite naturale ha reppresentato un evento storico, il culmine di quella corsa spaziale iniziata nel secondo dopoguerra tra gli Stati Uniti e l’ormai defunta URSS. Dopodichè – raggiunto quest’obiettivo – ci fu una sorta di assuefazione ai viaggi spaziali, tra sonde interplanetarie e shuttle che facevano i pendolari tra basi orbitanti e Terra. Nulla più colpì l’immaginario collettivo come le missioni Apollo…
Ora alla NASA (fondi permettendo) vogliono ripensare in grande, in poche parole l’obiettivo è calpestare il suolo marziano attorno al 2020. Però facendo tappa sulla cara vecchia Luna, che tante emozioni ci diede in passato. Meglio fare un passo alla volta.
Come riporta MSNBC.com, in Alabama – dove già era nato il mitico Saturn V – sta prendendo il via lo sviluppo del progetto noto con il codice “Constellation”. In pratica tre elementi distinti ma riuniti fra di loro: un razzo vettore di nuova generazione, un altro razzo avente la funzione di cargo e un “lander” che atterrerà sulla superficie lunare, come tanti anni fa.
E poi, prossima fermata, il pianeta rosso.