La Disney si “s-forza”

Il maestro Yoda

Negli ultimi anni i fan più attenti, ma anche quelli che seguono la serie per puro svago e passione hanno notato un grande cambiamento nell’universo di Star Wars. E’ iniziato da quando la Walt Disney si occupa di ampliarne l’universo cinematografico con una nuova trilogia o semplicemente con delle storie alternative alla trama principale. Questo cambiamento riguarda principalmente il concetto della “Forza” e soprattutto come viene vista ed esercitata dai personaggi principali della trilogia contemporanea. Per sottolineare le novità, tengo a introdurre che la forza è la capacità di controllo della materia esterna all’individuo, una capacità che rende superiori chi la esercita, e da qui nasce la figura del cavaliere Jedi, che regge secondo i principi cavallereschi e del bene l’equilibrio nella galassia. Se la forza non viene controllata, od utilizzata per scopi egoistici l’individuo dall’animo corrotto e debole passa a quello che dai Jedi è chiamato “Il lato oscuro”.

Negli ultimi film si ha una totale mancanza di quello che è il percorso formativo del soggetto che possiede la forza, la totale mancanza di un maestro che insegna all’allievo come praticare e come far crescere la forza con fine spirituale. Negli ultimi film troviamo una Rey totalmente capace di brandire un’arma come la spada laser o di avere la meglio in uno scontro di controllo mentale con un Sith di livellio come Kylo Ren , nonostante la protagonista non possieda un’insegnamento o una benché minima sorta di addestramento nel combattimento.

Ma quest’ultimo non è l’unico cambiamento che stravolge il’uso della “Forza” negli ultimi film. Il contrasto tra il “Bene” e il “Male” vacilla quando vediamo degli sviluppi della trama che portano la protagonista e l’antagonista a unirsi per combattere quello che è un personaggio assolutamente secondario. Nell’ultimo film possiamo notiamo lo scontro tra l’istituzione imperiale e quella neo-repubblicana ma anche un continuo collaborare tra il bene e il lato oscuro della forza, facendo cadere tutto in un profondo relativismo, cancellando tutta la morale della “forza” e della sua etica. Questo si può ritrovare nello stravolgimento dei tratti che hanno sempre avuto personaggi sensibili alla forza come Luke o il maestro Yoda. Quest’ultimi sembrano non essere mai stati paladini della giustizia ma semplici falliti che non hanno mai perseguito una morale ben designata.

Così mi scrive un giovane amico circa la saga di Sar wars, e io concordo. Allineandosi al relativismo assoluto dei media e degli intellettuali progressisti, anche la più bella favola fantascientifica della storia si è piegata al “pensiero unico”. Ha smesso così di avere una rilevanza morale per le nuove generazioni, facendo passare il  messaggio che bene e male sono solo due modi di vedere le cose, che per migliorarsi non bisogna fare fatica, che si può scendere a patti col male. Spero sinceramente che nell’ultimo episodio della trilogia tutto venga ricomposto, non per uno mio sterile desiderio manicheo, ma affinchè si possa ancora usare la saga per quello che è, una fantasmagorica favola con messaggio educativo.

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