Recensioni

Saggio storico assai curato e completo di bibliografia, note esplicative, indici dei nomi, dei luoghi e delle fonti. Opera di impostazione divulgativa, piacevole nella esposizione, adatta ad un vasto pubblico, ma rigorosa ed originale nella scelta di un campo d’indagine poco noto prchè sistematicamente tralasciato dai manuali scolastici. Trecento anni di storia corredati da fonti antiche e da citazioni di numesose pubblicazioni di esperti nello specifico settore di ricerca e di ricercatori nelle discipline storico-archeologiche. Vasto ed apprezzabile l’iconografia che, realizzada appositamente, comprende disegni e ricostruzioni digitali delle armi, delle città e delle mappe tattiche del tempo.Giuria Premio Microeditoria di Qualità 2015. Piazzamento ottenuto: I Premio sezione saggistica

Le Guerre Greco Puniche sono esistite davvero, peccato che pochi ne conoscano l’esistenza, perché a scuola non sono studiate e nessuno le chiama con questo nome. A porre rimedio a questa grave lacuna storica ci ha pensato Aldo Ferruggia, medico per lavoro e storico per passione, che ha scritto un libro per raccontare quel lunghissimo confltto, decisivo per le sorti del Mediterraneo e della Sicilia, terra d’origine dell’autore dell’opera……Un lavoro che ha dato degli ottimi risultati: l’opera, infatti, affronta l’argomento sotto diversi punti di vista (tecnologico, politico, militare, tattico, demografio, filosofico e artistico) ed è arricchita da disegni, piantine di città, centinaia di note di approfondimento e chiarifiazione del testo. Lo stile utilizzato nel libro è invece, discorsivo, a tratti giornalistico, un modo per rendere meno pesante una lunga elencazione di battaglie, che potrebbero annoiare un lettore non appassionato di storia, senza per questo essere irriverente o sminuire il valore degli avvenimenti descritti nell’opera. Un libro fondamentale non solo per conoscere delle guerre misconosciute, ma per capirne l’importanza e gli effetti che hanno avuto sulla civiltà europea.”       Andrea Coco, Leggere Tutti, Gennaio-Febbraio 2015, n° 93

..non è uno storico di professione, ciò nonostante, egli rivela in questo scritto pregi e connotazioni particolari che nulla hanno da temere da un eventuale confronto con un vero e proprio docente di Storia abbonda anche di particolari interessanti e di analisi storiografiche, che inondano la scena come la rappresentazione di un romanzo oltremodo avvincente…I modi espressivi, talora di uso popolare, assumono valenza narrativa di tipo filmico, tale da conferire alla narrazione una vivacità espressiva singolare ed una inconsueta capacità di attrarre l’attenzione del lettore fomentandone anche l’immaginazione.         Prof. Michele Antonino Crociata, giugno 2014.

“Ho letto il suo pezzo sulla battaglia e…nel suo caso l’avere ampliato le informazioni di Diodoro Siculo, arricchendo il racconto, penso che sia risultato particolarmente efficace.”   dott. Stefano Vassallo (Soprintendenza BB.CC.AA. Provincia Palermo) sulla battaglia di Imera, ottobre 2014

 “..mi è molto piaciuto per i contenuti, per la brillantezza dell’esposizione e infine – particolare non trascurabile – per l’erudizione che mette in campo, senza mai farla pesare.”         Prof. Pier Giorgio Viberti, ottobre 2014.

“Ho  cominciato  a  leggerlo  con  curiosità,  anche  se  il  periodo  storico  non  è  tra  quelli  di  mio  massimo  interesse.  Devo fare i  miei  più  sentiti  complimenti per l’approfondimento  della  materia  e  per  la  scorrevolezza  del  pensiero.” dott.  Giuseppe Caruzzo, ottobre 2014.

“..potremmo definirle tranquillamente scontri tra superpotenze…Eppure se non fosse stato per l’appassionante ricerca del dott. Aldo Ferruggia, con molta probabilità oggi continueremmo ad avere solo qualche vaga nozione tratta dai manuali di storia su quelle lontane vicende. E invece, partendo proprio dallo studio meticoloso dei testi antichi, Ferruggia ci restituisce lo straordinario affresco storico, politico, culturale e militare….del lungo conflitto tra Greci e Cartaginesi. …Ferruggia ha il merito e la capacità di esporre in modo avvincente, ma sempre rigorosamente documentato, eventi e personaggi che hanno contribuito a cambiare il corso della storia della civiltà occidentale. Un libro stimolante che merita di essere letto, con un notevole apparato iconografico, spesso inedito e realizzato dall’autore.”  dott. Davide Aimonetto, Il Risveglio, ottobre 2014

E’ un’opera ricca di informazioni. Alla base vi è una documentatissima ricerca dell’autore che spazia nei campi più diversi: dall’archeologia, alla numismatica, alle fonti letterarie. Un lavoro di grande impegno e di grande rigore scientifico.”  prof.ssa Carla Merana, dicembre 2014

2 Comments

  1. Luciano Ferrero

    Ho iniziato a leggere “Le guerre senza nome” con curiosità e con il procedere della lettura, la curiosità è diventata interesse.

    Ancora non ho terminato di leggere questo libro di Ferruggia, ma mi sono bastate le prime 50 pagine per appassionarmi, non tanto ai fatti raccontati intesi come accadimenti (per altro ottimamente descritti, con precisione storica ed accuratezza narrativa), quanto piuttosto ai fatti raccontati come esiti dei comportamenti: genti così lontane da noi nel tempo paiono molto più riconoscibili e vicine se osservate nelle loro azioni.

    Ferruggia riesce a portare il lettore ad osservare questi comportamenti alle origini dei fatti e a comprenderli, lo fa con imparziale distacco. La cura dei dettagli, la documentabilità delle fonti, l’imparzialità dell’autore lasciano al lettore una possibilità rara nell’era della sovrabbondanza d’informazioni: cogliere quei meccanismi della natura umana che pur contestualizzati 2,5 millenni fa, ci possono apparire familiari.

    Tucidide riteneva che fosse compito dello storico documentare i fatti per poterli comprendere, poichè essi si ripetono; egli pensava che la storia fosse un “Kt?ma es aei”, un “possesso per sempre” che fa parte della natura umana, vale a dire: se si vuole capire l’uomo, bisogna capire la storia.

    Alcuni secoli dopo Cicerone affermava: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis” (De Oratore, II, 9, 36), traducibile in “la storia è vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità”.

    In tanti tra filosofi, pensatori, storici e scrittori (per esempio Machiavelli, Guicciardini, Vico, Montale, citandone solo alcuni) si sono interrogati se la storia si ripeta o meno, se i contesti modificano i comportamenti e i bisogni, determinando nuovi eventi o se semplicemente i bisogni immutati dell’uomo dettano comportamenti e producono contesti che esitano poi in accadimenti più o meno prevedibili.

    Leggendo le pagine 31 e 32 de “Le guerre senza nome” si inizia a comprendere, ad esempio, come nasce nella storia la tirannia, argomento che trova maggiore spazio più avanti nel libro. Non c’è mai un giudizio morale nella sintesi di Ferruggia e questo come già detto, ne impreziosisce ulteriormente l’opera: il lettore è libero di riflettere.

    A pagina 27 si legge di come i Greci dopo la conquista Dorica avessero perso l’uso della scrittura e di come le ventidue lettere dell’alfabeto fenicio si prestassero bene alle esigenze degli Elleni che le scopiazzandole e inserendovi le vocali poterono ritornare a scrivere. Anche questo approfondimento di Ferruggia apre le porte a riflessioni su come il progresso di un popolo possa provenire dalla contaminazione, dall’appropriazione e dal perfezionamento di conoscenze appartenenti ad un altro popolo contemporaneamente odiato, temuto, emulato, e migliorato nelle conoscenze e nelle tecniche (militari, mercantili, linguistiche, ornamentali, architettoniche…). Il confronto su come e cosa sanno fare gli altri pare il motore della competitività e del progresso ad ogni tempo…

    Concludo queste considerazioni con un ringraziamento ad Aldo Ferruggia per il suo minuzioso lavoro e soprattutto per gli spunti di natura sociologica e antropologica che fornisce al lettore nella sua opera. Ne cito un passaggio esauriente: “Col tempo la competizione […] accese l’avversione degli Elleni verso il popolo che anticamente avevano stimato. Così andava il mondo e così va ancora adesso. […] con […] una visione più chiara di quelli che sono i caratteri distintivi della cultura greca e fenicia […] possiamo intravedere la radice atavica dei loro comportamenti ed intuirne il sentire profondo.”

    dr. Luciano Ferrero

  2. Selinous

    Le guerre greco-puniche comprendono quel lungo periodo di storia ( non citato nei testi scolastici ) che iniziato nel 600 a.c. , termina nel 265 a.c. , vigilia dell’inizio delle ( più conosciute) 3 guerre puniche-romane che tutti abbiamo studiato . Grazie alla lunga ricerca effettuata con grande maestria, l’autore Aldo Ferruggia ci propone quest’opera di notevole importanza storica e di alto livello culturale e sociale. Nonostante la complessità dell’argomento ( son qui narrate le vicende di ben sette guerre durate circa 300 anni e scaturite dal conflitto tra greci e cartaginesi per il dominio del Mediterraneo e della Sicilia ) , il lettore rimane stupito e affascinato dalle descrizioni degli imponenti schieramenti degli eserciti , degli armamenti particolari dei soldati , delle gigantesche navi da guerra , degli scontri e loro esiti. Ma stupiscono anche le notizie accattivanti sui grandi condottieri / generali come Agàtocle e Gelone, sui potenti che governavano le città e avevano forti poteri sulle popolazioni. Figura di grande rilievo che troviamo nella terza e quarta guerra greco-punica è senza dubbio Dionisio I , grande stratega militare ma anche crudele tiranno di Siracusa che Dante colloca tra i violenti nel primo girone del settimo cerchio dell’inferno ( l’autore in maniera espressiva dice : – Il sommo Poeta non esitò a riservargli un posto caldo in prima fila ). Reputo questo libro interessante per la ricchezza dei contenuti che sono espressi in maniera chiara ed efficace e con forma scorrevole , pertanto la lettura risulta piacevole ed avvincente.

    L. Timperio

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