Privacy e social network

 

      Tutto oro quel che luccica? E’ indubbio proclamare che Facebook sia stato il maggior successo nel 2008 tra i social network nel mondo ed anche qui in Italia, ove se ne stente parlare sempre più, tv e carta stampata compresa.

Partito quasi per gioco – come mezzo di aggregazione fra universitari americani – pare che, a detta del suo fondatore, gli utenti registrati siano arrivati ora alla spaventosa cifra di 150 milioni. Piace a tutti – sono 35 le lingue contemplate – e a giovani e meno giovani. La gran parte sono studenti ma pure degli ex, che utlizzano Facebook anche per rintracciare i vecchi compagni di scuola… Una moltitudine che scrive di sè, mostra sue immagini e chatta allegramente.

Naturalmente, un motivo del successo, è tutto gratis. Qualcosa però in realtà paghiamo in termini della perdita della nostra privacy. I regolamento prevede che foto, video, testi ed info di ogni utente siano diventino di proprietà del sito che ha il diritto di venderli a chiunque ne faccia richiesta.

Parecchi si lamentavano di Google che – grazie ai milioni e milioni di parole chiave inserite nel suo motore di ricerca – poteva assumere i connotati di un "Grande Fratello", ma Facebook  ha delle potenzialità quasi maggiori, raccogliendo dati ancor più confidenziali sul singolo individuo. Con il rischio poi, come è successo in altri ambiti simili, che questi dati personali possano essere sottratti illegalmente al proprietario.

Tuttavia, ognuno è libero di scegliere se ne vale la pena. E – come dimostrano i numeri – oggi come oggi  ad un sacco di gente poco importa il discorso privacy a fronte di divertirsi con un bel "giocattolo mediatico".

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