Il “folle volo”

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando
pur come quella cui vento affatica..

Dante e Virgilio incontrano la “fiamma”di Ulisse

Dante racconta il suo incontro con Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno. L’eroe greco viene descitto in maniera diversa da quanto fatto da Omero originariamente, ma le motivazioni e le differenze  qui non ci interessano. Ciò che ci interessa invece è capire chi si cela dietro il paravento di Ulisse, cioè a quale categoria di uomini Dante si riferiva mettendo il greco tra i dannati. In quel girone dell’inferno venivano puniti per l’eternità i fraudolenti e certo Ulisse poteva annoverarsi tra questi per lo stratagemma della presa di Troia. Ma ciò che il poeta toscano sottolinea di Ulisse è però la sua irrefrenabile voglia di esperienza, di conoscenza, di superamento del limite, a costo di sacrificare vita ed affetti:

né dolcezza di figlio, né la pieta 
del vecchio padre, né ’l debito amore 
lo qual dovea Penelopé far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore 
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto, 
e de li vizi umani e del valore;  

Le motivazioni del viaggio sono buone: seguire la natura umana che si nutre di ciò che la differenzia dagli animali:

Considerate la vostra semenza: 
fatti non foste a viver come bruti, 
ma per seguir virtute e canoscenza.

Ma sono parole vuote: il viaggio diventa subito senza senso perchè la foga viene spesa solo nel ricercare nuove esperienze, con il superamento del limite, del tabù. E’ quindi la negazione stessa di una vita pienamente umana: il “folle volo” è tale in quanto ossessivamente votato al superamento del “limite”;  le virtù, ed in particolare prudenza e temperanza, non vengono tenute in considerazione.

d’i nostri sensi ch’è del rimanente, 
non vogliate negar l’esperienza, 
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Il non negarsi nulla, il non saper limitarsi,  produce una vita sbilanciata, tutta protesa al  provare tutto,  una trasgressione senza freni che genera un solo epilogo: l’essere inghiottiti dalla realtà che risponde ad altre regole:

Tre volte il fé girar con tutte l’acque; 
a la quarta levar la poppa in suso 
e la prora ire in giù, com’altrui piacque, 

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso

Ulisse sfugge a Polifemo

Ulisse è colui che infrange proprio quelle regole, che vive un’affannata “vita pericolosa” per dirla alla Vasco, e non se ne pente. Nonostante ci appaia proprio per questo simpatico,  l’eroe pecca d’orgoglio, di narcisistica ed irrefrenabile pulsione all’autosoddisfacimento: la sua curiosità pare voler ingoiare il cosmo intero e digerirne le leggi. Ulisse in definitiva,  non accetta la sua natura di uomo ponendosi al di fuori del paradigma, subendo per questo la punizione divina, la dannazione dell’anima.

Vivesse oggi il poeta toscano cel’avrebbe con chi, in ambito scientifico, pretende con i soli mezzi umani, di penetrare misteri che sfuggono alla ragione. Ma non solo: alzi la mano chi non si è riconosciuto almeno un po’ in Ulisse. Dante lo sapeva bene e , in fondo, ce l’aveva con tutti noi, noi che vogliamo sapere e provare senza limite (trasgredire) …tralasciando obbedienza e spiritualità. Uomo avvisato..

Ingiustizia?

Lo stato di salute di Sergio Marchionne appare critico ed irreversibile per «complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore». Il manager è ricoverato in una clinica svizzera, in terapia intesiva. Il suo posto alla  è stato già preso da altri e John Elkann, presidente di Fca, così esprime il suo stato d’animo: «Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia.”

Ingiustizia? Leggo bene? Marchionne ha dato molto, ma ha ricevuto tantissimo. E quale sarebbe l’ingiustizia? Quella di aver avuto una famiglia scampata alla minaccia delle foibe? Di aver potuto studiare e laurearsi in Canada in filosofia e legge? Di essere riuscito a risollevare la Fiat, di cui era AD, dalla stagnazione economica? Di aver riportato la Ferrari, di cui era divenuto presidente, in lizza per il mondiale F1? Ingiustizia è l’esser il manager più pagato in Italia (le tasse le pagava all’estero)? Di avere avuto due figli ed avere ancora al capezzale una donna vent’anni più giovane?

E allora? Ahhh, ecco, forse John Elkann intende che a sessantasei anni non ci si può ammalare così? Mi spiace John, ci si può ammalare, anche se si è Amministratori Delegati FCA. Fa parte del gioco e si spera che Sergio sia pronto.

E lo spera anche chi scrive per se stesso, visto che “si entra nella vita e se ne esce alla stessa maniera” (Salomone, 7, 6).

P-ansa-nata sulla Sindone

“Ricerca su Sindone, almeno metà delle macchie di sangue sono false”
Così titola l’Ansa.

Non so le macchie, ma quello che posso dire è che quelle che mi sembrano false sono le affermazioni finali della ricerca [sulla Sindone -ndr-].

Come fanno a dire che le macchie sono un inganno? Hanno fatto colare del finto sangue e verificato che non sono riusciti a riprodurre alcune delle macchie presenti sulla Sindone.
E come è stata fatta questa prova? Tenendo un braccio alzato in posizioni fisse; con un manichino, rigido, sdraiato, con un “sangue”poco denso, estremamente liquido…

Sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Un corpo umano non è un pezzo di plastica; si piega, si infossa, si muove, possono esserci stati legacci o abiti a fermare il sangue, la superficie può non essere stata piana, il sangue si coagula, secondo i Vangeli la crocefissione è durata ora, non secondi…… le braccia possono essere state inclinate in avanti, all’indietro, mezzo ruotate… chiunque abbia sanguinato, o anche solo dipinto qualcosa con un pennello che cola, si può rendere conto dell’idiozia di affermazioni così categoriche.
Ci sono un milione di fattori che questi signori non conoscono. Ma a loro non interessa. Non sono presi in considerazione perché i cosiddetti ricercatori conoscono già il risultato che vogliono ottenere. E’ come domandare ad un imbonitore se conviene comprare quello che vende: quale pensate sarà la sua risposta?
E’ come dimostrare che gli uccelli non possono volare basandosi su un piccione d’argilla.

La domanda alla quale quei personaggi non sanno rispondere è: l’altra metà delle macchie, allora, che cos’è? Come è stata ottenuta questa Sindone? Perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di riprodurre minuziosamente un corpo umano completo di ferite e poi, invece di far colare semplicemente del sangue, si mette a dipingerlo? Cosa è certo è che questo genere di pseudoricerche che non reggono ad un esame critico sono buone per i superficiali, per coloro che si basano sui titoli, per chi cerca delle ragioni qualsiasi per non avere bisogno di credere. Sono “fake news”, una panzana mediatica che di scientifico non ha niente. Pubblicità.

A coloro ai quali invece interessa il vero dico: dubitate dei dubbiosi. Studiate più nel profondo. Potreste avere delle sorprese.

Pubblicato su il 17 luglio 2018, titolo opriginale: “Una macchia per la scienza”

L’estate, profondamente

Ci siamo di nuovo, anche quest’anno. La spiaggia è il miraggio ma per raggiungerla  bisogna attraversare il  vasto deserto fatto di code interminabili, asfalto rovente,  nervosismo, stanchezza. Eppoi il rumore fino a notte tarda, l’afa tra gli ombrelloni, le attese al ristorante, il conto salato, il mare sporco, il condizionatore che non funziona, il parcheggio distante, il sudore,  il bambino che vuole fare il bagno a stomaco pieno, le cicche nella sabbia che scotta. La vacanza si trasforma per tanti  in un altro periodo stressante in cui, semplicemente, non si lavora. Per quelli che invece hanno la voglia e la possibilità  di allontanarsi dalla calca vacanziera, si propone un esperimento, un invito a sentire. Lo so, i superficiali, i forzati dell’ombrellone, gli estimatori dell’abbuffata, i “pipistrelli” da discoteca e le pasionarie dello shopping non capiranno. Lo so, queste parole appariranno loro stupide o, ben che vada, semplicemente vuote. Soli, appartati, soverchiati dalla natura, potrete avere la fortuna di capire. Almeno provateci. Provate a sentire il sussurro del mare, la carezza del vento, il calore del sole, a guardare veramente il colore del cielo, delle nuvole. Abbandonarsi nel vedere, sentire, odorare.  Perdersi nel non ragionare. Non abbiate fretta, vi prego, almeno ora: osservate le controrsioni delle palme al vento, la danza delle fronde ed il suono che si genera; trasformate in esperienza gli odori della macchia e della salsedine. Tenete tutto assieme nel fluente sentire. Non pensare significa sentire, percepire lo spessore della solitudine, esserci nel tutto.

“Esse est percipi” scrisse il filosofo George Berkeley . Esistete se vi percepite, esistete se vi sentite. La mano, il piede, l’interno del vostro corpo, il cielo, il mare, la sabbia, l’ulivo, esistono se l’attenzione vi si posa sopra. Se esiste solo ciò che percepite, tutto insieme va percepito con voi stessi. Poi il “salto” dell’ “Essere” forse vi prenderà,  alcuni sì, altri no.

Se “graziati” vi ritroverete nel tutto ritrovato, vi riconoscete, vi riscattaterete dall’alienazione della routine quotidiana che rende ombre.  Persi come eravate nel non percepirvi, ragionandolo ma non percependolo, decidevate il mondo estraneo ostile, e il prossimo nemico a cui chiudersi. Ma in quiete senza tempo, in armonia col tutto percepito, a contatto del vostro ritrovato essere profondo, nel vostro ancestrale essere vivi, riacquisterete per grazia visione limpida, apertura, pazienza, gioia. “Tutto questo mi parla di Te“, penserete. Ma più volte sarete rapiti nel tempo, passato o futuro dai pensieri, invenzioni automatiche di una mente che ci impedisce di vivere veramente. Ma permetterete a qualcosa di richiamarvi all’istante senza tempo: una folata di vento, un’onda sugli scogli, il ronzio di un’ape o la musica delle cicale vi riporteranno là dove esistete profondamente. Vedrete allora per grazia ciò che occhi non vedono, vi sentirete “tralci di vite”, e “Io sono colui che sono” vi apparirà chiaro. Rendere grazie sgorgherà naturale: la sosta sul baratro dell’Essere può farvi nuovi.

«Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.» (Mc 6, 31-32)

Anche a chi non ha approvato, non ha capito o non ha voluto capire, buone vacanze.

Immagini da litorali sardi e siciliani

La scienza non è onnisciente

R. C. Lewontin

A dirlo non è un reazionario esponente del “bacchettonismo” cattolico ma il famoso biologo genetista americano Richard C. Lewontin. In un breve saggio,  Biologia come ideologia, che dovrebbe essere letto obblligatoriamente in tutti i licei, Lewontin, di pensiero agnostico, partendo dalla biologia, dipinge delle scienza attuale un affresco diverso di quello della narrazione dei media,   puntando l’indice sul dogmatismo che la caratterizza e la distorce. Gli scienziati, possessori unici della “Verità”, in Occidente si sono sostituiti al Cristianesimo nell’indirizzare e giustificare non solo la visione del cosmo, ma anche quella la socialità e dell’uomo. Tale distorsione del modo di fare scienza è l’essenza dello scientismo, una sorta di “fede” che pretende di ottenere la conoscenza completa della realtà a partire dalla sola materia. Il pensiero di Lewontin è simile a quello del filosofo della scienza M. Ceruti che così commenta su Avvenire.it il suo libro “La fine dell’onniscienza“: “Per inerzia, anche da parte di molti suoi comunicatori, il modo in cui la scienza viene rappresentata è tornato positivista fuori tempo massimo, per così dire, ignorando come ormai da più di un secolo la scienza abbia cambiato paradigma abbandonando l’idea di essere autosufficiente“. Ma i due saggi non sono in fondo un invito a smettere di “fare scienza”, tutt’altro. Solo studiandola meno superficialmente e riconoscendone i limiti si potrà apprezzarne appieno il contributo.

Il puzzle si complica

Skull5 di Dmanisi in una copertina di “Science”

Con l’approfondimento di Homo #6 ci saremmo potuti fermare nel raccontare la storia biologica dell’uomo. Per comprendere delle sfide future della paleoantropologia è però necessario parlare di alcune recenti scoperte. Roba grossa, ma prima di prenderle in esame è bene fare un riassunto di ciò che pare assodato fino a questo punto. Continua a leggere…

CRsetteteeee

CRsettetee. Restiamo coi piedi per terra. Tuttosport titola “Tu scendi dalle stelle” perchè Ronaldo è arrivato a Torino e questa mattina c’erano già ad osannarlo migliaia di tifosi di fronte al centro medico della Juventus. Voglio sorvolare sull’eccessiva enfasi dedicata all’evento e sul discorso dell’ “eticità” di un’operazione pallonara da 357 (!) milioni di euro. Rilevo invece che è già iniziata l’aticofilia (sperare nel fallimento altrui) dei non Juventini. Tutti i “gufi”, lo so, stanno covando nelle viscere una frase che sperano prima o poi di far esplodere: “la Juve non vince la coppa neanche con Ronaldo!” Io invece auguro agli amici bianconeri di vincerla ‘sta diavolo di coppa! In effetti, sembra essere in questo momento il numero uno al mondo, quindi soldi ben spesi per la Juve. Ma il punto non sta qua. Il punto è che Ronaldo è un mito e diventerà, se non lo è già, un “idolo” per una marea di ragazzi e bambini italiani.

Ma tale “idolo” ha da insegnare anche fuori dal campo?  Già perchè in questo momento di crisi morale dell’Occidente, ahimé, sono le star dello spettacolo e dello sport a fungere da modello. E Cristiano come modello fuori dal campo non è un granché. «A mio figlio una madre non serve, gli basto io» ha tuonato nel 2015 CR7 per giustificare che aveva commissionato un figlio tramite maternità surrogata. Per chiarire, “Cristianuccio” ha raccolto almeno tre volte il suo seme e lo ha consegnato ad una o più donne che per nove mesi gli hanno fatto, si dice dietro compenso milionario,  da “incubatrice”. Alla faccia del progressismo femminista, in questo modo sono venuti al mondo Cristiano Jr e due gemellini che Ronaldo si è cresciuti da solo: “La madre del bebè e io abbiamo concordato[…]che mio figlio resti sotto la mia esclusiva tutela“, aveva detto per il primo. Ma alla fine evidentemente, la legittima voglia  di maternità  dell’attuale compagna ha avuto il sopravvento sull’egoismo del “fenomeno”: l’anno scorso è finalemnte nata, questa volta normalmente, Alana Martina. E cosa racconterà Ronaldo ai primi tre quando capiranno cosa ha fatto il padre? “…Gli racconterò quello che ho fatto e tutto quello che mi è passato per la testa in quel momento”. Con questa risposta “a minchia” come si dice in Sicilia, “Cristianuccio” ha dimostrato che di fenomenale ha anche la faccia…tosta. CRsetteteee, svegliamoci! Ronaldo non è un dio in terra, ma solo un grande “tiracalci”! Solo come tale dobbiamo ammirarlo. CRsettetee a tutti.

Scomodi antenati cinesi

National Geografic ha pubblicato recentemente un articolo su uno studio che sconquassa le nostre conoscenze sulla evoluzione umana. Si tratta della scoperta di un centinaio di manufatti in pietra venuti alla luce nel sito di Shangchen, in Cina. I reperti hanno un’età che varia dai 2,1 agli 1,3 milioni di anni. Per capire la portata della scoperta si invita, armati di pazienza e di attenzione, alla lettura delle pagine di approfondimento della serie “Homo“.

Realmente sdrammatizzando

Concedetemelo questa volta. Solo ‘sta volta. Il presidente Trump non si è impegnato molto finora per risultare simpatico ed è, al di là di come fa il politico,  un personaggio tra i più impopolari nel mondo. Non ci piove. Devo però ammettere che aver fatto aspettare mezz’ora sotto al sole nientepopodimeno che sua maestà la Regina d’Inghilterra, averla salutata con una bella stretta di mano tipo “trattoria der magnaccio” ed averle dato le spalle “oscurandola”  durante la rassegna delle truppe, gli ha fatto guadagnare un bel po’ di punti, almeno per me. Esilerante il momento in cui, essendole passato davanti, si guarda intorno e par che dica: “Ma dove cacchio è quella nana?”.

#Io sto con Chicco

Non ci crederete, ma questo video ha creato l’indignazione di molti politically correct. E’ solo una pubblicità, ci sono imprecisioni  e Chicco lo fa solo per soldi. D’accordo. Ma che c’è di male ad invitare a fare all’amore e quindi figli? Lo si diceva pure nel ’68: “fate l’amore e non la guerra!” Pure questo è messo ora in discussione in un paese afflitto da denatalità? Qualcuno si offende a causa dell”indottrinamento della teoria gender“? Pazienza, i bambini nascono normalmente quando uomini e donne fanno l’amore!

Infinitamente Margherita

M. Hack

L’astronoma Margherita Hack, da buona comunista, radicale, garante scientifica del CICAP, presidente del UAAR, era atea fino al midollo. Invitata in ogni salotto mediatico, con la sua ruvida cadenza toscana e la sua faccia da contadinotta d’altri tempi, ammettiamolo,  bucava lo schermo parlando di universo, stelle e pianeti. Lusingata da continui elogi ed additata come bandiera della scienza nazionale, Margherita Hack ammetteva candidamente: «È un onore, ma non credo di meritarlo, non ho scoperto nulla». Già, non scoprì mai nulla, in compenso con un mare di libri difese il suo “credo” ateo  mantenendo viva una teoria morta e defunta negli anni settanta, quella dell’universo eterno ed infinito. Ma perchè una tale scienziata avrebbe dovuto sostenere fino alla morte sopraggiunta nel 2013 una teoria ormai abbandonata da tutto il mondo scientifico?

Ma prima di rispondere, per capire, facciamo un passo indietro, fino alla Agrigento di venticinque secoli fa; qui infatti visse il filosofo greco Empedocle che, tra le altre cose, si occupò di fisica sostenendo quello che dopo di lui nessuno ha più osato mettere in dubbio e cioè che in natura nulla viene dal nulla ma tutto si trasforma. Chiaro no? Qualcosa di esistente deve [pro]venire da qualcos’altro di esistente. Con l’affermazione del cristianesimo in Occidente, molti pensatori cristiani si misero in testa di sfruttare tale “dogma” filosofico per dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio. L’universo poteva essersi creato da sé stesso? Pareva di no. Era quindi per loro necessario un creatore, una causa non causata perchè qualcosa esistestesse invece che il nulla. Il fatto è che, a rigor di logica, l’universo non deve necessariamente essere “creato” in quanto potenzialmente eterno. In questo caso esisterebbe in sè e si trasformerebbe a partire da sé stesso.

W. of Ockham

L’assenza della necessità logica di un creatore, peraltro sostenuta da Tommaso D’acquino, era un concetto ben chiaro al frate francescano inglese William of Ockham, tanto che, il suo “rasoio” dissuadette molti credenti a sostenere l’esistenza di Dio con una tale scivolosa teoria: se abbiamo due possibili soluzioni per un problema, a parità di fattori(che siano plausibili ambedue) si dovrà preferire quella più semplice. Quindi alla domanda delle domande: “perchè esiste il cosmo invece che nulla?” si può rispondere:

a) il cosmo è infinito, esiste da sempre (risposta non teista)

b) il cosmo è finito e fu creato Dio che è eterno ed infinito (risposta teista)

La seconda risposta introduce un termine in più e quindi il “rasoio di Ockham”la mette da parte perchè meno semplice. Tale principio ebbe grande successo nell’Illuminismo, non solo per chiudere la bocca ai credenti ma anche per far progredire la conoscenza in maniera sana. Che il modo di ragionare  fosse  diventato uno dei pilastri della scienza moderna lo sapeva bene anche il famoso matematico ateo Bertrand Russel che, in una famosa tenzone radiofonica del 1948, capitalizzando il vantaggio regalatogli dal “rasoio”, azzittì il gesuita Coplestone: “L’universo è lì, e questo è tutto“. In quegli anni, infatti, il mondo della cosmologia assisteva allo scontro tra la visione “classica” di un universo infinito(stazionario) e quella”rivoluzionaria” di un universo con un inizio (il Big Bang, evolutivo). Quest’ultima teoria, e qui torniamo alla Hack, sembrò un’inaccettabile assurdità” a molti scienziati[fra i quali lei stessa], soprattutto a quelli che lo vedevano come un ritorno al fiat lux della Bibbia.[..] Si divisero praticamente in due fazioni, a seconda delle loro credenze – atei ed agnostici più favorevoli al modello stazionario, i credenti a quello evolutivo”.(  M. Hack, Il mio infinito, 2011, pp.123-4 ).

A. Penzias

La situazione però si risolse nel 1967 quando i premi Nobel Arno Penzias e Robert Woodrow Wilson scoprirono la prima prova della teoria del Big Bang: la radiazione cosmica di fondo. Gli atei così persero il loro vantaggio filosofico: una delle due risposte alla domanda sul cosmo non era più vera (l’universo aveva avuto un inizio!) e rimaneva in piedi solo la seconda risposta: Dio ha creato l’universoNaturalmente molti, e tra questi la Hack, rifiutarono la realtà ideando ” vie di fuga influenti che cercano di preservare lo status quo nonteista”. ( A. Flew-R.A. Varghese, There is a God, 2007 ).  Nonostante sia «consolidata l’osservazione[…] di una fase primordiale calda dell’universo»( M. Bersanelli, astrofisico dell’Agenzia Spaziale Europea), e cioè di un inizio del cosmo,  la  Margherita nazionale continuò a difendere l’universo infinito ed eterno con affermazioni del tipo: «sarebbe tutto più semplice se fosse così». Commovente “fede” atea.

Ma la dura realtà del Big Bang ed il suo scopritore, il padre gesuita Georges Lamaître, incombono tutt’oggi sulle fantasiose speranze scientiste: il fatto che“che gli astronomi abbiano identificato l’evento della creazione mette veramente la cosmologia vicino al tipo di teologia naturale medioevale che ha cercato di trovare Dio identificando la causa prima». (A. Sandage, astrofisico, citazione da“Solo lo stupore conosce”, BUR 2003, pag. 337).

 

L’idiozia che avvolge tutto

Mi arrendo, spengo la TV. Non la voglio più vedere, non la voglio più sentire.   Come è difficile rimanere in apnea nuotando immersi in un oceano di idiozie mediatiche. Voglio respirare, mi manca l’aria.

Ma è mai possibile che non si possa più imbastire un discorso senza cadere negli estremismi? E’ possibile che l’Occidente non riesca a vedere oltre i suoi errori? E’ possibile che ogni concetto venga strumentalizzato, che lo stereotipo sia la regola? Se sono bianco e non mi sento in colpa non sono per forza un razzista! Se sono contento di essere eterosessuale questo non fa di me un omofobo! Se credo questo non mi porta ad essere automaticamente un bacchettone! Se desidero una politica “morale” non sono populista! Se difendo la mia patria, la mia cultura e ci sono affezionato, non sono di conseguenza xenofobo! Se nego diritti a chi non li merita non sono un fascista! Se ho deciso di non votare a sinistra non significa che io sia egoista!

I progressisti e gli ultrà della sinistra occidentale devono finalmente realizzare che c’è al mondo anche chi la pensa diversamente da loro: il non politicamente corretto viene additato o come il male assoluto o, nel migliore dei casi, come un rozzo troglodita da chi sui media fa pesare una  supposta superiorità ideologica. Si oppongano col rispetto che si deve ad ogni uomo, non cedendo alla facile mistificazione, altrimenti sarà difficile per i più mantenere una posizione moderata, finendo schiacciati tra estremismi acritici. Che Dio salvi l’Occidente dalla sua miopia.

 

Agli albori dell’uomo

Caricatura ottocentesca di C. Darwin

Imbattutomi  in un curioso articolo del 2011 di Oggiscienza che trattava dell’evoluzione umana ho deciso di parlarne anche su Sapiens. Nell’articolo un professore di un liceo romano, durante una lezione in cui spiega l’evoluzione,  viene interrotto da uno studente scettico: “Prof, ma queste cose non sono superate? A me risulta che secondo le ultime scoperte sul DNA l’uomo non sia imparentato con alcun ominide preesistente. È scritto nel nostro libro di storia”. Mi sono incuriosito, lo confesso, anche per la risposta del prof: “Non si tratta solo di enormi stupidaggini. Sono anche scritte in modo molto sapiente, mischiando informazioni più o meno corrette con affermazioni del tutto errate”[…] Se diciamo che Homo sapiens non è parente di nessuno, allora l’unica conclusione logica che possiamo trarre è che sia stato creato”. Il creazionismo è tornato di moda? Che mi sono perso? Ricordo che alle scuole medie mi divertivo, oltre che a prendere a calci il pallone, anche con lo studio della paleontologia, in particolare di quella umana e sull’argomento portai una ricerca all’esame finale, con tanto di disegni a mano libera. Constatando di ricordare pochissimo, ho deciso di approfondire l’argomento in questa sede. Un’occasione per aggiornarci con le nuove scoperte. Le pagine delle varie “puntate” saranno disponibili col nome di Homo# seguito da un numero progressivo.

Homo #1                                                                          Homo #5

Homo #2                                                                          Homo #6

Homo #3

Homo #4

Si sottolinea che tali approfondimenti si possono assimilare ad una review di letteratura scientifica, quindi trattasi non proprio di una lettura “leggera”. Uomo avvisato..

Non sono radical chic!

È abitudine della trasmissione di Rai3 Agorà Estate che alla fine della stessa venga intervistato un ospite, solitamente di sinistra , che, a tu per tu con la conduttrice e senza l’ombra di contraddittorio, elargisce liberalmente il suo oracolo ai telespettatori. Questa mattina il ruolo della guest star è toccato all’attrice Monica Guerritore. Applauso di rito.

La signora ha manifestato fin da subito uno sdegnato rifiuto dell’etimologia con cui viene sottolineato l’attuale scollamento della sinistra dal sentire della gente comune: in particolare, ha attaccato termini come “PDioti”(esecrabile indubbiamente), “radical chic” e “salotti bene”. La nostra attrice ha sostenuto che radical chic e salotti bene siano termini senza significato oltre che invenzioni dei populisti. Insomma, una cosa tipo: “non esistono vampiri ma solo persone che succhiano il sangue”. Devo confessare che avevo un’idea abbastanza vaga su questo tipo di ambienti ma dopo l’intervento della nostra per me tutto è diventato più chiaro.
Bisogna innanzitutto dire che tali espressioni sono state coniate per mettere in evidenza come la sinistra in tutto l’Occidente sia sostenuta ormai da ambienti d’alta borghesia i cui interessi sono in rotta di collisione con le classi disagiate che una volta difendeva. Così la decimata classe operaia (scomparsa completamente per l’attrice) assieme alla parte della borghesia che più ha sofferto la crisi e la globalizzazione in questi ultimi anni, ha trovato nelle destre di ogni tipo una sponda apparentemente più coerente per difendere i propri diritti. Naturale quindi una sorta di antipatia per intellettuali “progressisti” che vivono in dimore lussuose e si spostano in aereo od in elicottero, ma che parlano nei talk show come se fossero filantropi con le scarpe bucate. Di più, il loro sostegno incondizionato alla globalizzazione ed all’emigrazione incontrollata di folle di poveracci verso d’Occidente, risulta addirittura irritante per coloro che riescono a malapena a sbarcare il lunario. Ecco che la Guerritore, con le sue idee e con la sua storia, rappresenta perfettamente il prototipo del radical chic.

L’attrice, da sempre fornita di indubbia bellezza, capacità artistiche e disinvoltura, ha impreziosito di memotabili ed immedesimate interpretazioni film erotici come Sensi e Scandalosa Gilda;  ha quindi sul petto il distintivo del political correct, sicuramente  incline come è alla morale “aperta” che tanto piace all’area Lgbt. Di più, anche grazie ai suoi matrimoni ha scalato la piramide sociale fino a divenire moglie dell’ex direttore della Rai e parlamentare PD Roberto Zaccaria. Quindi, quando la signora dice che non ci sono radical chic ma normali persone che uscite dallo studio televisivo pensano alla vita di tutti i giorni, appare poco credibile, in quanto sembra solo volersi mimetizzare nella folla di “inferiori” di fantozziana memoria. E quando afferma che le critiche al governo di quelli come lei riguardo all’immigrazione sono solo idee di “intellettuali che pensano” (notata la mal celata ostentazione di superiorità ontologica? ), come non tenere conto che lei stessa è sposata con uno che è passato dalla presidenza RAI a quella di una ONG? Non starà forse parlando per difendere la sua posizione? È solo il suo libero e progressista pensiero? Andreotti diceva che a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azecca. Decodiamo di ospendere il giudizio ma dopo l’intervista si ha più chiaro il motivo della nascita di tanti epiteti urticanti nei confronti di tali intellettuali. Da parte mia un grosso grazie a Monica, è stata illuminante. Ad altri l’ardua valutazione su quanti voti ha fatto perdere alla sinistra italiana una simile performance.

Crociate: chi ha cominciato?

Quando qualcuno oggi vuole mettere in difficoltà un credente gli parla dei casi di pedofilia dei preti, dello IOR e, se vuole andare indietro nella storia, delle Crociate.
Inizieremo oggi a parlare proprio di queste guerre partendo dal motivo del contendere. La narrazione popolare su di esse dice che un bel giorno, intorno all’anno mille, la Chiesa costrinse tutte le corone europee a sottomettere i pacifici musulmani per conquistarne le terre e depredarne i tesori. Tale offesa, perpetrata a casa dei musulmani ed in nome del Vangelo (ma celante solo avidità), fu la fonte primaria del diffuso risentimento arabo verso tutto l’occidente. Una sorta di peccato originale della cristianità nei confronti del mondo islamico. Ma è così veramente?

Illustrazione di battaglia della seconda crociata. Fonte wikipedia
La “terra santa” e il Jiad

E’ bene innanzitutto sottolineare che la Israele, la cosiddetta “terra santa”, è stata dai tempi di Mosè terra degli ebrei (per i quali era la “terra promessa”), divenendo la terra di Davide. Con la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C. e la loro cacciata ad opera dell’imperatore Adriano, nel 146 d.C. ne furono “eredi” i Cristiani (Cristo era ebreo) che ne presero il controllo: divenuta provincia romana e rinominata Palestina, divenne per essi la “terra santa” in quanto luogo di nascita e di morte del Figlio di Dio Gesù Cristo. Nel 380, quando Teodosio decretò la religione cristiana come religione ufficiale dell’impero, la Palestina fu di conseguenza associata politicamente e religiosamente ad esso.

Nel 476 d.C., caduto l’Impero Romano, questa nazione rimase nell’orbita delle terre cristianizzate dell’Impero Romano d’Oriente. Nel VII secolo d.C. con una violenta e sanguinaria conquista da parte dei seguaci di una nuova religione, l’Islam, cade in mano dei seguaci del Corano. In questo testo Maometto, e per volere di Dio stesso, lancia il Jihad, la “guerra santa” contro gli infedeli. Secondo questo principio, tutto il Medio oriente e le coste dell’Africa settentrionale vengono conquistate manu militari ed assoggettate all’Islam. Ma i seguaci del Corano non si fermarono alla conquista delle coste dell’Africa mediterranea, ormai in buona parte cristiane: caddero infatti in loro mano buona parte dell’Impero Romano d’Orente, la Sicilia, la Sardegna, la Corsica ed il sud della Spagna fino quasi ai Pirenei. Poco o nulla ci si sofferma sui libri scolastici sulla crudeltà e sui delitti interpretati da questi conquistatori, nè tanto meno sulle sofferenze che i Cristiani dovettero partire in quei bui secoli. Con la conquista della Sicilia in particolare, caduta dopo un estenuante periodo di incursioni e razzie iniziate nell’814, i pirati saraceni avevano il completo controllo dell’ex mare nostrum: «I cristiani non possono far galleggiare sul mare neanche una tavola», aveva l’orgoglio di scrivere lo storico arabo ibn Khaldun. Le torri di avvistamento dette “saracene” che circondano ancora oggi le nostre coste furono proprio un tentativo di risposta a questa minaccia incombente. Ma le scorribande islamiche arrivarono ben oltre le coste, come a Lione, alla Svizzera e persino al centro stesso della cristianità, Roma. La città fu saccheggiata due volte, nel IX secolo, e anche S. Pietro venne depredata. Nel 1009 si ebbe la devastazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, con “la riduzione in povertà dei cristiani che impiegano 40 anni a restaurarlo” (M. Meschini, Il jihad & la crociata, Ares).

Quindi la storia delle crociate inizia il modo del tutto diverso da quello normalmente propagandato, con quattro secoli buoni di angherie subite dai Cristiani ad opera dell’Islam. La prossima puntata vedremo la situazione della Cristianità minacciata e la sua prima risposta.