La scienza farlocca

Di ricerche farlocche sono piene le riviste scientifiche. E’ stato dimostrato che una gran parte dei risultati pubblicati sono irriproducibili o del tutto errati. E questo laddove ci siano prove sperimentali; figurarsi dove si facciano ipotesi basate sul puro ragionamento.
Non capitemi male: se si ha un’ipotesi, è giusto metterla alla prova. Però sarebbe meglio, prima di accingersi al tentativo, assicurarsi di avere compreso la realtà sulla quale si sta indagando.

Quel è il rischio? Di esporre teorie che qualsiasi persona bene informata non può che trovare idiote, o quantomeno fuori bersaglio.
Quella che ho letto oggi rientra nel numero.

Dei simpatici ricercatori di Harvard legano indipendenza, creatività, gentilezza, cooperazione, pensiero analitico e accoglienza dello straniero con… il bando dell’incesto portato avanti dalla Chiesa cattolica.
Sì, è così. Questi sapienti assicurano che c’è una stretta correlazione tra la diffusione del cattolicesimo, la diminuzione dei matrimoni tra consanguinei e le qualità di cui sopra. Ipotizzano che l’aumento di quello che chiamano “individualismo” e delle altre azioni virtuose dipenda in ultima analisi proprio da quel divieto delle Chiesa di sposarsi tra parenti stretti, che avrebbe causato il crollo di quelle istituzioni mandate avanti da famiglie chiuse in loro stesse. Per evidenziare questa correlazione usano un  loro valore che chiamano Kinship intensity index, indice di intensità consanguinea, in cui fanno rientrare il tasso di matrimoni con cugini, la poligamia, convivenza di famiglie estese e così via. Vabbé.

Questa loro teoria mi sembra un po’ come asserire che la velocità dei trasporti dipenda dalla diminuzione dei cavalli. Sì, c’è un correlazione, ma non si stanno forse dimenticando le automobili?

Mi sembra che questi dottori non abbiano una chiara idea di cosa dica e cosa sia la Chiesa cattolica. Ad esempio, chiamano “misteriosa” l’origine del divieto cattolico d’incesto, o insinuano che vi possano essere dietro ragioni economiche, quando sarebbe bastato loro leggere la prima lettera di S.Paolo ai Corinzi.
Se cercavano le ragioni dell’accoglienza dello straniero e della gentilezza, non sarebbe stato sufficiente guardare alle parole di Cristo? “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi“…
La cooperazione non nasce forse dal comandamento di amare il proprio prossimo, essendo tutti figli del Padre Celeste?
E le origini del pensiero analitico, non risiedono piuttosto nell’invito a conoscere il mondo che nasce dall’idea cristiana di Dio?
La correlazione è decisamente più diretta di quella del divieto d’incesto. Se ne sapessero di cristianesimo, poco-poco, forse anche quei dotti l’avrebbero capito. La “scoperta” è sincera: è proprio il seguire Cristo che rende le persone migliori. Più attente alle persone e al reale. Sì, perché in fondo per il cristiano chiunque è proprio parente stretto: fratello o sorella, in Cristo.
Ma chi ne sa ancora, di cristianesimo, tra coloro che si credono sapienti?

Articolo pubblicato su Berlicche, l’8/11/2019

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