Google scende in strada…

        Siamo alle solite: osannato dai più, grazie al fondamentale aiuto per reperire qualsivoglia informazione tra le miliardi di pagine disponibili nell’universo di internet, ogni tanto contro Google si leva – e non a torto – qualche voce per reclamare la violazione di qualche aspetto della nostra privacy.

Mi riferisco alla sua ultima funzionalità, lo Street View. Se già con Maps e con Earth riuscivamo a capire zoomando per esempio che autovetture  fossero parcheggiate sulla strada davanti casa nostra, ora con Street View, Google si cala direttamente dentro le vie delle – per ora – grandi città e ci fa vedere tutt’intorno come stessimo là passeggiando.

Ma come viene realizzato tutto ciò? Semplicemente un autoveicolo percorre su e giù la città con in cima un apparecchio fotografico che scatta foto in continuazione. Una volta terminato il giro, un software  fa un intelligente “collage” ed il gioco è fatto!

E qui iniziano i problemi… in queste foto possono finire casualmente persone, cose, situazioni che poi saranno di dominio pubblico. Paesi come la Grecia hanno fatto che vietare subito queste riprese, mentre altri come il Giappone , hanno ottenuto alcune modifiche, ovvero porre la macchina fotografica a m 2,05 dal suolo anzichè 2,45. Questo perchè si rischiava di mostrare  chi e cosa ci fosse stato all’interno dei muretti di cinta delle case giapponesi, che solitamente sono assai più bassi di quelli delle altre città nel mondo.   

 
[via www.zeusnews.com] 

 

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