Furto di dignità

25 settembre 2019, Roma. “La Corte [Costituzionale-ndr-] ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. La cosa, solleva molti dubbi anche in ambito medico, perché di fatto è diventato molto facile farsi ammazzare: basta che un qualsiasi paziente, mettiamo vostra figlia maggiorenne, affetta da anoressia, reputi intollerabile tale condizione. E quindi può chiedere aiuto ad un terzo, ormai non punibile, perché la si sopprima. Applausi.

Naturalmente, creato il primo caso, sarà sempre possibile limare sapientemente le “condizioni” limitanti, ad esempio la severità delle cure di “sostegno vitale“, tanto da rendere in prospettiva possibile suicidarsi anche per un diabete o per gli acufeni (ronzio cronico). E mentre i nostri figli non vanno a scuola per combattere contro il “furto di futuro” posto in essere dai produttori di CO2, subdolamente c’è chi lavora per privarli della cosa più importante e reale, la loro dignità di esseri umani. Ma quale genitore si premurerà di informarli? E dire che forse basterebbe trovare una ragazzina Asperger appassionata al tema…

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