Frutta a km zero

uvavalechi_1.jpgNo, non è un errore, non c’entrano le auto, mi riferisco proprio alla frutta e a tutti quei generi alimentari che non sono coltivati nel nostro paese e ci arrivano da oltreoceano.
Tutto questo viene inquadrato nel discorso di fare nel nostro piccolo qualcosa per limitare il surriscaldamento del pianeta e combattere di conseguenza i cambiamenti climatici. Per esempio – come cita l’articolo apparso su Villaggio Globale – ogni kg di uva che proviene dal Cile produce 17,4 kg di CO2 emessi dai mezzi utilizzati per il loro trasporto fin da noi.
In Francia vi è addirittura la proposta di apporre una specifica etichetta ai cibi importati, in cui viene indicato il valore delle emissioni di anidride carbonica dovute al viaggio dal produttore al consumatore.
Morale della favola: ognuno di noi cerchi di limitare l’acquisto della frutta fuori stagione ed i altri cibi provenienti dall’altro capo del mondo, l’aria sarà un po’ più pulita e vivremo tutti meglio.

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