Euro greco-fenicio

Da oggi la BCE inizia a mettere in circolazione la banconota da 10 euro con cui da ora in poi faremo la spesa noi Europei. Questa è una notizia, ma cosa ci fa un post da "Il Sole 24 Ore" in un sito sulle Guerre Greco-Puniche? L’autore si è dato alla finanza?

Acqua.

Fig. 1: In alto la nuova banconota, a sinistra il volto di Europa ed a destra particolare del vaso tarantino

Se guardiamo con più attenzione la banconota, si potrà notare il ritratto di una donzella sulla filigrana e nell’ologramma. Il volto è copiato  da un vaso greco proveniente da Taranto e custodito al Louvre. Fuocherello.
Analizzando bene il vaso da cui è presa l’immagine troveremmo a destra di una signorina un toro bianco, Zeus giocherellone sotto mentite spoglie.
Fuoco.
Va bene, sveliamo l’arcano.
Scommetto che i Greci così raccontavano davanti al focolare ai loro figlioletti la nascita della civiltà sul nostro travagliato continente: "c’era tanto, tanto tempo fa, nel paese dei Barbari, una principessa fenicia di nome Europa. A lei ed alle sue ancelle piaceva passare il tempo giocherellando in riva al mare. Un bel giorno sulla spiaggia apparve un grande e bellissimo toro bianco. Era tanto bello e mansueto che le ragazze presero a giocarci assieme appendendo delle ghirlande alle sue corna. Non contenta, la principessa fenicia, salì sulla schiena dell’animale che per risposta prese immediatamente il volo. Chissà che spavento!  Ma presto il toro atterrò a Creta e qui, manifestatosi come Zeus, si sposò, per così dire, con la signorina fenicia. Così nacque la stirpe degli Europei". "Ma come?", deve aver protestato qualche bambino sveglio. "Possibile che noi Greci discendiamo dei barbari?" "Non è proprio così, figlio mio", avrebbe risposto un adulto illuminato. "La storia significa più precisamente che le nostre e le loro conoscienze si sono mescolate per dare vita alla nostra civiltà", avrebbe concluso l’acculturato genitore.


Fig. 2: "ratti" di Europa dalle metope del tempio E di selinunte, secondo Botero e Tiziano Vecellio.

L’episodio mitologico lo troviamo per la prima volta nel primo libro delle Storie di Erodoto ed ebbe una enorme fortuna da allora, fino ad i nostri giorni, a quanto pare. E’ un bene che noi Europei non si conoscano i millenari rapporti tra Greci e Fenici?

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