Homo #5

Erectus ed eraster, georgicus

Finalmente eccoci all’uomo ancestrale! D’accordo, non proprio quello moderno ma indubbiamente specie simili anna nostra: non solo dettagli anatomici grossolani, come la scatola cranica voluminosa, il rapporto femore/omero sullo 0,75 (gambe lunghe), postura normalmente eretta, la dentatura “moderna” ma “l’emergenza quasi simultanea di un certo numero di sistemi biologici che distinguono gli esseri umani dai primati superiori: il bipedalismo, con la concomitante modifica del bacino e, senza dubbio, il cervelletto, una mano molto più abile, con impronte digitali che conferiscono un senso tattile particolarmente sottile; le modifiche della faringe che permette la fonazione; la modificazione del sistema nervoso centrale, in particolare a livello dei lobi temporali, permettendo il riconoscimento specifico della parola. Dal punto di vista dell’ embriogenesi, questi sistemi anatomici sono completamente diversi l’uno dall’altro. Ogni modifica costituisce un dono, un lascito da una famiglia di primati ai suoi discendenti. È sorprendente che questi doni si siano sviluppati contemporaneamente.    ( Marcel-Paul Schützenberger, 1996).

Ricostruzione di H. erectus. Fonte wikipedia

Nel 1891 viene ritrovata a Giava una calotta cranica, un molare ed un femore che allora furono considerati appartenenti ad una specie che era a metà strada tra una scimmia ed un uomo: all’uomo di Giava fu dato il nome di Pithecantropus. Lo scheletro più completo invece venne chiamato “Turkana Boy” ed apparteneva ad un “ragazzino” di 10-12 anni; scoperto nel 1984 nei pressi del lago Turkana, in Kenia,  lo scheletro, vecchio di 1,6 milioni di anni, appartiene (la discussione è in corso) alla variante H. ergaster o Homo erectus “arcaico”, i cui scheletri sono stati ritrovati in Africa (Kenia), in europa, in particolare Geogia (H. Georgicus di Dmanisi), Italia, Spagna, ed in Cina, ma spesso con ergaster si definisce l’uomo più antico del continente africano, con il georgicus il più vecchio fuori dal continente africano, vecchio di 1,8 miliani di anni e simile ad ergaster africano. Turkana boy avrebbe avuto un altezza da adulto di di 1,85 m con un volume cranico di circa 900 cc. Per il resto è difficilmente differenziabile da uno scheletro moderno. E’ notevole infatti che le vertebre cervicali e l’osso ioide appartenenti ad altri individui dimostrino che quegli uomini fossero in grado di parlare. Ritrovamenti in Francia ed Israele portano a pensare che fosse in grado di utilizzare il fuoco.

Un teschio completo più antico di 100mila anni era stato  ritrovato sempre in Kenia a Koobi Fora nel ’75. Tale teschio non solo  era quasi  identico ad un altro trovato a Pechino ma nello stesso strato di ritrovamento c’erano ossa di Australopithecus boisei, un parente di A. afarensis. Era la prova che nell’evoluzione umana gli ominidi non si susseguono uno all’atro necessariamente dopo l’estinzione del precedente: l’albero evolutivo diventa un cespuglio con specie conviventi. Insomma, in Kenia 1,7-2 milioni di anni fa H. ergaster conviveva con gli australopitechi (forse anche con A. habilis). Si noti che in una tale visione deriva che Homo non discende direttamente da altre specie (nessuna specie sul tronco principale) ma che è imparentato ad esse attraverso un teorico antenato comune. Si noti inoltre come alcuni scienziati continuino ad inserire nel genere Homo l‘Homo habilis, essere per altri appartenente al ramo australopitecino, quindi alle scimmie antropomorfe col nome di A. habilis.

Secondo l’ipotesi ortodossa H. ergaster dall’Africa sarebbe passato, 1,9 milioni di anni fa  in Asia e che qui avesse dato origine a H. erectus euroasiatico. Ma il fatto che le ossa di Dmanisi siano più vecchie di più di 100 mila anni rispetto a quelle del Kenia ha spinto alcuni scienziati a sostenere l’origine indipendente asiatica della specie che solo successivamente sarebbe migrata in Africa. In ogni caso l’ipotesi più condivisa è la cosiddetta “Out of Africa I ” prevede che in successione siano usciti dall’Africa H. ergaster (1,9 milioni di anni fa), erectus (1,8 milioni di anni fa) ed heidelbergensis (800 mila anni fa). Da questi originerà Homo neanderthalensis che si “mescolerà” con H. sapiens fuoriuscito dall’Africa 120 mila anni fa. Ma l’opinione che ogni ondata ominina sia invariabilmente fuoriuscita dall’Africa inizia a scricchiolare, dato che nuovi ritrovamenti cinesi continuano a retrodatare la comparsa del genus in Asia.  Così un’altra ipotesi sta ritornando di moda dopo essere stata messa da parte negli anni ’80: è il modello multiregionale che prevede che H. ergaster, uscito dall’Africa abbia dato vita non a specie diverse , ma solo a diverse sottospecie che col tempo si sarebbero uniformate (assimilazione) morfologicamente dando infine origine ad un unico H. sapiens.