Ecologia umana!

Il 22 ottobre del 1978 partiva il pontificato di san Giovanni Paolo II, il Papa polacco. Chissà come commenterebbe lo smarrimento dei giorni attuali chi aveva contribuito al crollo dell’impero comunista russo, il Papa del “Non abbiate paura!”. In ogni caso ci piace ricordare in epoca di mobilitazioni ecologiste quanto scrisse in proposito nella Centesimus annus del 1991: «Non solo la terra è stata data da Dio all’uomo, che deve usarla rispettando l’intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l’uomo è donato a se stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato dotato». La terra e l’uomo hanno quindi un fine stabilito da Dio e «c’è dunque un’ecologia che potremmo dire “umana”». Le due ecologie quindi non possono essere tenute distinte o, peggio, servire per contrabbandare un’ideologia atea: è chiaro quindi che « l’umanità, se ha a cuore la pace, debba tenere sempre più presenti le connessioni esistenti tra l’ecologia naturale, ossia il rispetto della natura, e l’ecologia umana». Ad esempio, abbracciare la bandiera verde e, contemporaneamente, quella dell’ideologia LGBT non è cristiano, ammesso che possa interessare a qualcuno dei fans della dottrina di Greta.

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