Dalì, il cattolico

Nasceva oggi a Figueres, centoquindici anni fa Salvador Dalì. A pochi personaggi della storia come all’artista spagnolo calzò la definizione: “genio e sregolatezza”. Tutti conoscono di questo artista l’incredibile immaginazione e l’impareggiabile intraprendenza artistica. Caratterialmente eccentrico e narcisista, di sé diceva : “L’unica differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo!” ma anche : «Ogni mattina svegliandomi, sperimento un piacere supremo che oggi scopro per la prima volta: quello d’essere Salvador Dalì”. La sua arte attraversò come spesso avviene diverse fasi: fantastica, dadaista, surrealista fino ad approdare alla fase meno conosciuta ai più, che corrispose alla riscoperta del religioso. Proprio così, chi lo avrebbe mai detto che l’inquietante Dalì, il dissacratore de “Il grande masturbatore”, si sarebbe ad un certo punto della vita rituffato nella spiritualità cattolica?

L’ascensione di Cristo

Chi potrebbe mai immaginare che tale figlio dello sbandamento dei tempi si sia sottoposto ad un esorcismo e che abbia regalato una sua opera al prete, in segno di ringraziamento? Chi potrebbe immaginare che un’artista che viaggiò molto sia morto in un appartamento di fronte alla chiesa in cui fu celebrato il suo funerale ed in cui fu battezzato?

C’è da stupirsi ma non troppo. Leggendo il “Dio è morto!” di Nietzsche ebbe a dire: “Ma come! Avevo appena imparato che Dio non esiste, e adesso qualcuno mi partecipava il suo decesso! Mi si affacciavano i primi dubbi. ” Dipinse opere di chiara ispirazione religiosa come il “Concilio ecumenico”, l’ “Ascensione di Cristo” e la “Visione d’Inferno”; e pare che proprio la visione della dimensione dannata di Suor Lucia di Fatima abbia prodotto la conversione dell’artista. Nel 1959 richiese ed ottienne udienza dallo stimato Papa Giovanni XXIII.

Qualcuno avrebbe potuto informarci della vena spirituale del nostro a patto di non avere un impegno di tipo modernista, per il quale solo le bizzarrie di una persona hanno rilevanza, mentre i suoi aspetti più profondi e umani vanno dimenticati ed occultati.

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