Dal padellone all’ologramma

  Guardate bene la foto. Una specie di  floppy con a fianco una microcassetta? No, è un laser disk – l’antenato degli odierni dvd – confrontato con le dimensioni di una normale cassetta VHS. Incredibile, forse nessuno se li ricorda, ma i primi dischi ottici erano proprio dei padelloni enormi! Per chi volesse saperne di più, su Wikipedia ne troverà i minimi particolari tecnici.

Erano tuttavia cose risalenti ad oltre vent’anni fa, da lì il disco ottico piano piano ha poi sostituito il supporto magnetico analogico nelle nostre case. Anche le dimensioni -  per fortuna – si sono ridotte, portandosi allo standard dei 12 cm di diametro.

E’ notizia di questi giorni che il "Blue-Ray" della Sony (il nome deriva dal colore del raggio laser utilizzato) s’è imposto come formato per i film ad alta definizione. Sempre in 12 cm, ma con una densità di dati ben maggiore dei dischi precedenti. Ecco una tabellina comparativa dei dischi attualmente in commercio:

CD             spessore fascio laser 780 nm     capienza max 800 MB

DVD           spessore fascio laser 650 nm     capienza max 8,5 GB

Blue-Ray   spessore fascio laser 405 nm     capienza max 50 GB

Ma non è finita: negli USA i laboratori di ricerca stanno collaudando i primi prototipi di HDV, ovvero gli Holographic Versatile Disc, che saranno commercializzati fra minimo cinque anni. Grazie all’azione combinata di un doppio laser si potranno immagazzinare dati per quasi 4 Terabyte… pazzesco!

 

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