Cervelli fluttuanti

Ci sono leggende pseudo scientifiche dure a morire perchè rispondono a specifici scopi scientisti. Una delle più fortunate è  l’ “universo di Hawking-Hartle“. Nonostante gli autori stessi lo abbiano presentato nel lontano 1983 solo come “modello” e non come teoria, tale fantasiosa visione continua ad imperversare anche al giorno d’oggi in vari organi d’informazione.

Il cosmologo James Hartley

Prima di continuare è bene sottolineare la differenza tra teoria e modello: ambedue sono ipotesi ma mentre la prima si basa sull’osservazione( dal gr. theoréo =”guardo, osservo”) e prevede almeno qualche speranza di verifica quantitativa, la seconda è invece una congettura che manca delle caratteristiche di verificabilità. Il modello è quindi una “bozza” di teoria, a metà strada tra l’idea e la teoria stessa.

Fatta questa doverosa premessa, il modello in questione prevede un universo originario senza confini invece che un universo originato da una singolarità puntiforme. Dal 1967, infatti, la teoria del Big Bang  divenne quella accettata dal mondo scientifico e tale teoria prevede che tutto il cosmo sia  nato da un singolo punto di caratteristiche peculiari: densità, temperatura, gravità , curvatura, infinite. E’ una sfida intellettuale che mette di fronte ogni uomo ad uno scenario sconcertante: un attimo prima il nulla, un attimo dopo tutto. Si comprende quindi come, in reazione al fatto che il Creatore venga quasi necessariamente chiamato in causa per risolvere una sorta di  non-senso, alcuni abbiamo ideato una visione alternativa, la “no-boundary proposal“.  Secondo la “proposta di Hartle e Hawking, con l’appoggio esterno di T. Hertog, prima del tempo di Plank, il più ficcolo indagabile dalla fisica, c’era una sorta di universo primordiale simile ad un buco nero senza confini spazio-temporali.  Solo dopo i  10-44 s del tempo di Plank sarebbe sopravvenuto il Big Bang  col nostro universo ed il tempo. Ma cosa ha fatto passare lo stato di Hartle alla condizione di Big Bang?  Una fluttuazione quantistica del precedente stato.

Ammasso stellare delle Pleiadi, fonte wikipedia

In questo modo si evita il disagio di dover capire da dove sia sbucato fuori il cosmo, che è, per definizione, originariemante infinito, autosufficiente e autocreato dalle sue stesse leggi (in particolare la gravitazione). Bello no? Avevamo il problema di un universo con un inizio inspiegabile a meno di non ammettere l’esistenza precedente di una un’entità eterna? Lo si risolve inventando un ipotetico universo che racchiude in sè le caratteristiche di ciò che vogliamo negare. “L’idea che spazio e tempo possono formare una superficie chiusa senza bordo, ha profonde implicazioni per il ruolo di Dio“. Tutto fila quindi? No, assolutamente.

Il cosmologo S. Hawking

No, perchè il ragionamento dei nostri eroi dello scientismo procede dalla necessità che prima del Big Bang ci fosse un “vuoto quantistico” e non il “nulla” come prevede la teoria standard.  Per creare un universo, questo stato primordiale non poteva essere veramente “vuoto” ma doveva avere al suo interno dei “quanti” con delle “leggi” che ne regolavano la sussistenza, una cosa che ricorda da vicino l’iperuranio di Platone. Ma la teoria del Big Bang, prima della singolarità iniziale, prevede solo il nulla, niente, nihil, nada, nothing! E questa singolarità iniziale è insondabile, come lo stesso Hawking sostenne negli anni ’70: “Dimostrammo che[…]la scienza poteva predire che l’universo doveva aver avuto un inizio, ma che non poteva predire come l’universo doveva cominciare, poiché tale compito era competenza di Dio“.

A chi dovremmo credere, al primo od al secondo Hawking? La risposta, per fortuna, viene proprio dal cosmologo britannico: “è solo un modello matematico, non ha senso chiedersi se corrisponde alla realtà”. Già, meglio evitare il mal di testa, d’altronde un modello per il quale non ha senso chiedersi se corrisponde alla realtà, non è scienza. Quindi, per sapere come è nato Tutto, evitiamo scienziati che fanno filosofia e prendiamo una Bibbia, apriamo alla Genesi e leggiamo al capitolo 1:  1In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu».

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