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Finta preoccupazione

Macacus rhesus

Prendi un gruppo di macachi, infettali col virus HIV che veicola il gene umano MCPH1 e ottieni macachi con una velocità di crescita del sistema nervoso centrale e risposte comportamentali più simili a quelle umane. Poi è bene che tu dica che lo fai per capire come funzionano le malattie neurodegenerative, tutti applauderanno e ti metteranno su Le Scienze. Nessuno ti accuserà dei corposi interessi economici che stanno dietro a quel che fai, diranno solo che stai copiando il cinese Bing Su e il suo gruppo del Kunming Institute of Zoology, che vorrà sicuramente la sua parte in caso di tuoi guadagni. E se anche qualcuno dovesse sollevare dubbi su tanta spregiudicatezza potrai sempre ammantarti di una serafica purezza affermando come loro “che i risultati di questo tipo di ricerche andrebbero attentamente valutati, a causa delle preoccupazioni etiche che possono sollevare.

Il granchio di Gramellini

Il giornalista del Corriere Massimo Gramellini è allo stesso tempo “affascinato” e “preoccupato” per il ragazzino che ha gridato “ti amo, ti amo” scappando dal rogo del cosiddetto “scuolabus di Milano”. Il fatto è che il pippone che ne fa seguire è completamente fuori luogo: il ragazzo infatti, intervistato dalle iene, si riferiva al Signore per lo scampato pericolo innalzando al cielo un eloquente: “Dio, ti amo!”. Oggi, nella secolarizzata Europa progressista, per molti suonerà strano, ma per lui non proviamo nessuna preoccupazione.

La fisica dell’istinto

Ancora alla ribalta su Le Scienze il modello vecchio di 22 anni dell’universo senza confini, “in bottiglia” come disse l’inventore J. Maldacena. Si tratta di un modello matematico/geometrico che prevede un universo “olografico” originato da un sistema sottostante con una dimensione in meno. Capito? No? Poco male, perché si tratta solo di un “giocattolo” matematico, con “poca speranza di avere prove sperimentali che dimostrino la correttezza“, come afferma proprio l’articolista di Le scienze.

Da rimanere basiti: di che parliamo allora? Di aria fritta, a quanto pare, anche se qualcuno ci crede lo stesso, come il fisico Xi Dong: “se i pezzi cominciano a combaciare, istintivamente sai di essere sulla strada giusta“. Strano vedere tanta fideistica istintività in uno scienziato, ma è disinteressata passione o c’è dell’altro? Il fatto è che “a molte persone non piace l’idea che il tempo abbia avuto un inizio, probabilmente perché sa di intervento divino”. [S. Hawking, Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, 2011] Uomo avvisato…

Esplosioni fortunate

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Il fine tuning dell’ universo proveniente dalla caotica singolarità che chiamiamo impropriamente “Big Bang” è inconcepibile. Sappiamo che anche la nascita della prima forma di vita sulla terra fu un evento estremamente improbabile. Ora una simulazione al computer del Politecnico di Zurigo asserisce che anche l’ “ambiente” spaziale che ha permesso alla terra di essere abitabile fu molto improbabile: prima del sole, una stella gigante deve essere esplosa “innaffiando” la terra di elementi radiottivi che hanno permesso superficie solida e clima favorevole. “Sembra che siamo stati straordinariamente fortunati”, ha detto il coordinatore dello studio, Tim Lichtenberg. Fortunati anche perchè dopo la prima cellula una serie di miracoli in successione hanno portato all’uomo ed alla sua inspiegata coscienza. Ma siamo fortunati o solo ottusi a continuare a pensare in questo modo? Questa è conoscenza? E facciamocela qualche domanda ogni tanto!

DNA..tamagotchi

Struttura del DNA “naturale”

Viene presentato come una meraviglia in grado di “sostenere un’evoluzione di tipo darwiniano” che “ suggerisce anche che su altri mondi la vita potrebbe essersi evoluta lungo linee affini, ma differenti, a quelle seguite sulla Terra”, il DNA ad otto basi (invece delle normali quattro) detto Hachimoji, è in realtà solo un giochino degli scienziati della Florida. Il perchè dell’ “invenzione” non è chiaro: è “non autosufficiente” e quindi non utilizzabile per la vita. A voler ben pensare si spera non faccia danni e che possa almeno servire alla medicina.