Batteri extraterrestri!

Non avete letto nei mesi scorsi su varie testate  della disinformazione mondiale che sulla superficie della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si sarebbero formate colonie di batteri provenienti dallo spazio? Sono articoli sensazionali, simili a quelli in cui vanno strombazzando improbabili scoperte di vita “esotica” in meteoriti ed altri corpi celesti. In questo caso, ad esempio, The indipendent ha titolato: “Bacteria found on International Space Station may be alien in origin, says cosmonaut”. Già, sembra essere un astronauta a sostenere l’ipotesi aliena dei microbi. Roba seria penserete. E invece no.

ISS
ISS

Innanzizutto va sottolineato come  una tale scoperta, se fosse reale,  occuperebbe per mesi tutte le TV ed i giornali del mondo: la prima forma di vita sicuramente extraterrestre. Non saremmo soli quaggiù! E invece la notizia non riscalda più di tanto il mondo scientifico. Perchè? Perchè se c’è una spiegazione più semplice,  è meglio puntare su quella, come diceva William of Ockham. Il cosmonatuta russo in questione è Anton Shkaplerov ed ha riferito in una intervista: “..durante le uscite noi prendiamo delle pennellate con dei tamponi d’ovatta sulla parte esterna della stazione..da qualche parte in questi tamponi si sono manifestati dei batteri che non c’erano al lancio della ISS. Perciò, da qualche parte dello spazio devono essere venuti, e si sono posati sulla parte del rivestimento esterno.”  Ma dire che “da qualche parte devono essere venuti” non è come dire che sono extraterrestri. E invece qualcuno ci ha giocato sù per fare bei titoloni.

E’ allora, da dove vengono i microbi? L’ipotesi più semplice è che siano forme di vita terrestri, presenti nelle polveri della residua aria che avvolge la stazione spaziale. Proprio così, la ISS non è completamente nello “spazio profondo” ma con i suoi 400 km di altezza risente ancora del “venticello” del pianeta azzurro.  Sappiamo inoltre che le airlock, le stanze di compensazione, e le tute spaziali sono piene di spore e germi che possono contaminare l’ambiente adiacente alla stazione.

Tardigrado Hypsibius dujardini

Ma voi mi direte: ma come hanno fatto le nostre bestioline a sopravvivere senza umidità, senza ossigeno ed a temperature inimmaginabili per un normale terrestre? E proprio in questo sta l’eccezionalità, di tali notizie: la vita è incredibilmente adattabile, e che anche  nelle situazioni estreme dello spazio (vicino) sono stati in passato trovati batteri, funghi, virus. Non solo gli unicellulari, ma anche esseri complessi come i Tardigradi , un gruppo di invertebrati, possono resistere per pochi minuti a 151 °C, per parecchi giorni a -200 °C (~73K) o per pochi minuti a ~1K.

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