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Lottare per l’ovvio

Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

G.K. Chesterton, Eretici, Lindau, Torino, 2010, p. 243

Walt che ne direbbe?

Abbiamo detto in precedenza delle aperture della Marvel in tema LGBT; nell’ultimo film degli Avengers è presente una piccola parte in cui uno dei sopravvissuti parla en passant del suo fidanzato [vedi nota in fondo a questo articolo, N.d.BB].
Più si va avanti, e più ci si allarga verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma la notizia che daremo ora ha una portata rivoluzionaria, perché per la prima volta viene introdotto nell’universo Marvel un personaggio principale dichiaratamente LGBT.
Durante un congresso dedicato al Marvel Cinematic Universe (il Comic-Con 2019), il produttore Kevin Feige ha confermato che il personaggio Valkyrie, lasciata dall’amico Thor a capo del Regno di Asgard durante l’ultimo film, seguirà una storyline “queer”, diventando così il primo supereroe Marvel ufficialmente LGBT.
La notizia è stata confermata dalla stessa attrice Tessa Thomson la quale avrebbe detto che il suo personaggio sarà coinvolto nella ricerca di una Regina con cui governare e ci rivela anche che l’idea della bisessualità di Valkyrie era stata già abbozzata in Thor Ragnarok ed era stata girata anche una scena, cancellata poi nell’ edit finale, in cui si capiva perfettamente che l’eroina era attratta indistintamente da uomini e donne.  
La Thompson è una sostenitrice dei temi riguardanti “l’inclusione di genere” a Hollywood ed era ovviamente al settimo cielo quando ha dovuto interpretare questa parte, anche perché, in un’intervista del 2018, ha dichiarato di essere attratta sia da uomini che da donne.
Dunque nel film in prossima uscita Thor: Love and Thunder (nelle sale nel 2021) avremo questa inaspettata (forse neanche tanto) “sorpresa”.
Il produttore, riguardo ai personaggi LGBT, ha anche dichiarato: “Non avverrà solo con Valkyrie, ma anche con altri personaggi presenti in alcuni dei film di cui abbiamo parlato oggi”.
Feige ha confermato infatti che in The Eternals, un film Marvel che parla sempre di supereroi, ci sarà un personaggio gay interpretato da un attore dichiaratamente omosessuale. Il personaggio in questione potrebbe essere Sersi o Hercules.
Continua dunque il martellamento ideologico a cui tutti, ma soprattutto i giovani che vedranno i film della Marvel, saranno sottoposti.

Nota di BastaBugie
: ecco altre notizie dal “gaio” mondo gay (sempre meno gaio).

IN AVENGERS IL PRIMO PERSONAGGIO LGBT
Lo scorso 24 aprile è uscito il film “Avengers- Endgame”, ventiduesimo film del Marvel Cinematic Universe, attesissimo in tutto il mondo (in soli 24 ore ha incassato oltre 5 milioni).
La trama, a grandi linee, è la seguente: dopo che il potere delle Gemme dell’Infinito ha decimato metà della popolazione, Thanos (Josh Brolin) ha assunto il ruolo di dominatore dell’universo, lasciando i Vendicatori in rovina.
Il semidio non farà altro che espandere il suo dominio tirannico… a meno che qualcuno non riesca a fermarlo. Quindi, senza avere il tempo di piangere i propri lutti, Vedova Nera (Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Capitan America (Chris Evans) e Bruce Banner (Mark Ruffalo) devono rimanere forti e radunare i membri superstiti degli eroi più potenti della Terra, arruolando inoltre i servigi di Capitan Marvel (Brie Larson).
Insieme, devono trovare un modo per riportare indietro i loro alleati scomparsi e sconfiggere il Folle Titano, o subire un’esistenza priva di speranza.
Tra i sopravvissuti alla strage troviamo il co-regista Joe Russo che interpreta un uomo addolorato dalla scomparsa del compagno.
Ecco la sua dichiarazione: “La rappresentazione è molto importante. Per noi era molto importante mostrare un personaggio gay. E volevamo che fosse uno di noi a interpretarlo per assicurarci la giusta integrità. Si tratta di un momento perfetto, perché uno degli aspetti più importanti dell’Universo Marvel è la diversità. Volevamo che fosse una cosa casuale. Interpreto un personaggio gay, ma questo fa parte della vita di tutti i giorni. Stiamo cercando di rappresentare gente comune. Questi sono film globali, visti da molte persone. Il pubblico deve rispecchiarsi con quello che vede sul grande schermo, deve identificarsi con qualcuno. Si tratta di una cosa importante. Il film verrà visto in alcuni paesi in cui l’omosessualità non è accettata. Vogliamo che il pubblico senta il nostro sostegno.”
Kevin Feige, CEO di Marvel Studios, per il futuro ha invece dichiarato: “Negli scorsi mesi non siamo stati timidi nel dire che sta arrivando una maggior inclusività. Posso garantire che già dal prossimo futuro ci saranno altri e soprattutto ben più importanti eroi LGBT nel MCU. Arriveranno presto”
Il fatto che anche la Marvel si sia piegata al gender diktat ci fa comprendere come oramai un film, una serie tv, una canzone per avere successo deve per forza includere un personaggio LGBT per indottrinare in maniera subdola le giovani generazioni.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 28 giugno 2019)


SU PAPERINO ARRIVA LA COPPIA LGBT
Ormai non possiamo più farci illusioni: la Disney è completamente asservita al gender diktat. Basti pensare a quello che è accaduto il primo giugno nel parco Disneyland Paris: il Magical Pride, cioè una celebrazione dell’ “orgoglio omosessuale” formato Disney con tanto di passerelle, sfilate e decorazioni arcobaleno.
Ma siamo ormai ben oltre e la notizia ci viene dall’Olanda: per la prima volta da aprile 2019, in uno dei numeri di Paperino ci sarà una coppia lesbica. Cosa è successo?
La richiesta sarebbe partita da una “bambina arcobaleno” di 10 anni, Fenna, assidua lettrice del famoso fumetto.
Intervistata da un notiziario per ragazzi, dopo aver sfogliato con una giornalista vari numeri del famoso fumetto e non avendo trovato neanche una coppia LGBT, avrebbe detto: «I miei genitori sono gay e lesbiche e penso sia importante venga considerato normale. Ma a Paperopoli è come se non esistessero affatto». «Si vedono sempre un sacco di coppie, alcune delle quali potrebbero anche essere Lgbt».
Il direttore dell’edizione olandese del fumetto, Joan Lommers, ha colto la palla al balzo e deciso di modificare una vignetta già esistente che mostrava ad un tavolino di un bar una donna con accanto un uomo, sostituendola con due donne con vicino un cuore.
Peccato che questa versione non abbia accontentato la piccola Fenna che avrebbe detto: “presentato così mi sembra decisamente ridicolo”.
Anche in altri contesti la Disney si è piegata all’ideologia LGBT.[…]
Una notizia più recente riguarda le dichiarazioni dei produttori del cartoon Pixar (studios acquistato dalla Disney) “Coco” (la storia di un bambino messicano che vuole diventare musicista): “Voglio dire, questo è un sogno, è vero. Penso che ci sia bisogno di ogni tipo di diversità, anche LGBTQ, e Coco credo che sia stato un grande esempio di diversità e rappresentazione. Tutti noi siamo molto entusiasti nell’avere personaggi del genere rappresentati come protagonisti in ogni Regno, quindi quello sarebbe un sogno, sarebbe una speranza, ora stiamo prendendo in considerazione tutto questo genere di cose”.
Tutto questo non fa che confermare ciò che sapevamo da tempo: si utilizza lo strumento della televisione, del cartone animato, della favola, del fumetto per violentare la normalità e l’innocenza dei più piccoli, utilizzando addirittura gli stessi bambini (come nel caso di Fenna) come paladini della causa LGBT.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 6 giugno 2019)

LA PERVERSIONE LGBT NEL TRONO DI SPADE
Chi non conosce il Trono di Spade? Si tratta di una serie statunitense di genere fantasy trasmessa dal 17 aprile 2011 al 19 maggio 2019, nata come adattamento televisivo  del ciclo di romanzi “Cronche del ghiaccio e del fuoco” di George Martin.
La serie racconta le avventure di molti personaggi ed è ambientata in un grande mondo immaginario costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere.
Gli intrighi politici, economici e religiosi dei nobili lasciano la popolazione nella povertà e nel degrado, mentre il mondo viene minacciato dall’arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia creature leggendarie dimenticate e fa emergere forze oscure e magiche.
La serie, oltre ad aver attirato molte critiche per scene di violenza fisica e sessuale, è famosa per la massiccia presenza di personaggi LGBT e di scene omoerotiche.
Abbiamo visto anche in altre serie la presenza di questo fenomeno, la cui spiegazione è molto semplice: attraverso la televisione, la musica, il cinema ecc… si vogliono educare le persone all’accettazione ed alla normalizzazione del mondo LGBT.
Vediamo alcuni dei personaggi LGBT della serie e le loro dichiarazioni.
Renly Baratheon è uno dei primi personaggi omosessuali apparsi nella serie, prima e seconda stagione. E’ il più giovane dei quattro fratelli Baratheon, quindi ultimo nella successione. Sposa per ragioni politiche Margaery Tyrell, ma in realtà, in quanto omosessuale, ama il di lei fratello Loras, con il quale ha una storia da molti anni, tenuta segreta, anche se conosciuta da molti.
Oberyn Martell è famoso per le sue abilità in combattimento. Tra i protagonisti principali della quarta stagione del “Trono di spade” è dichiaratamente bisessuale.
Yara Greyjoy è un personaggio visto nella seconda, terza, quarta, sesta stagione ma dall’ultima assume una maggiore rilevanza. Appoggiata dal fratello Theon diventa comandante della Flotta di Ferro e progetta di unirsi a Daenerys ed ai suoi draghi per riconquistare le Isole di Ferro. Rivela di essere lesbica da una scena omoerotica presente in un episodio.
L’attrice Gemma Whelan che l’interpreta ha dichiarato: “Non sapevo che Yara fosse omosessuale. A questo punto suppongo lo sia. Per quanto, in tutta onestà, non credo che le piaccia limitarsi a questo o a quella. Va bene con chiunque, l’importante è che sia divertente e interessante”
Ellaria, uno dei principali personaggi della quinta e sesta stagione, amante del principe bisessuale Oberyn Martel, è attratta, come il principe, sia da uomini che da donne.
Infine l’attrice Sophie Turner, che ha interpretato Sansa Stark nella serie, intervistata ha rivelato a Rolling Stones: “Sento di avere un’anima più vecchia di quella che è la mia reale età. Mi sembra di aver vissuto già abbastanza per sapere. Ho incontrato abbastanza ragazzi e ho incontrato abbastanza ragazze per essere consapevole. Tutti abbiamo fatto degli esperimenti. È parte della nostra crescita. Io mi innamoro delle anime, non dei generi.”
Quale sarà l’insegnamento che giungerà a tutti, ma soprattutto ai nostri giovani, nel vedere la serie riempiendosi gli occhi di scene di violenza sessuale ed anche omoerotiche?
Nel sapere che nelle interviste gli attori, visti dai ragazzi come dei modelli, dicono che “tutti abbiamo fatto degli esperimenti, va bene andare con chiunque, basta che sia divertente ed interessante”? È questo l’insegnamento che veramente gli vogliamo lasciare? Allora diamo loro l’esempio boicottando tutti i prodotti cinematografici, le serie, le canzoni in cui si esalta il sesso libero e la normalizzazione LGBT contro l’ordine naturale.
(Chiara Chiessi, Osservatorio Gender, 24 giugno 2019)
 

Titolo originale: Primo supereroe ufficialmente LGBT Fonte: Osservatorio Gender, 24 luglio 2019 Pubblicato su BastaBugie n. 623

Tremenda e meravigliosa

Pubblicato da Berlicche il Mag 6 2019

Il vecchio disse: “Bada, quando scenderai nel pozzo. Al fondo ti aspetta una cosa viva e tremenda, che non ha l’eguale. Non so dirti che forma assumerà. Potrebbe essere raccapricciante, o spaventosa, o incomprensibile. Tu bada a non distogliere lo sguardo. Non scappare, non nasconderti. Non rifiutarti di guardarla, perché non perdona a chi manca il coraggio o la volontà.
Se la fisserai dritto negli occhi però ti rivelerà il suo prezioso segreto, e scoprirai che è meravigliosa, e bellissima, e ha un volto umano.”
“E come posso riuscirci?” chiese il ragazzo.
“Devi amarla”, replicò il vecchio.
“E qual è il suo nome?” domandò ancora il ragazzo all’anziano.
“Verità”, rispose

Sereno suicidio

Ma come è possibile che si decreti la Finlandia il posto più felice della terra (l’Italia sarebbe molto sotto alla classifica) senza neanche considerare il numero di suicidi? Ma possibile mai che un paese da sempre riconosciuto, come tutte le socialdemocrazie subpolari, efficentissimo ma depresso, venga osannato per la sua gaiezza? Cosa si vuole far passare con questi titoli all’opinione pubblica? Basta analizzare i tassi di suicidi infatti per rendersi conto che queste nordiche patrie “di belle persone che cantano canzoni felici in appartamenti modernisti eleganti” sono tutt’altro che felici. Ma se questi “Nearly Perfect People” sono così sereni, perchè mai sono ai primi posti del consumo di antidepressivi? Per non parlare di un rapporto tra uomo e donna tanto sproporziato a favore del gentil sesso (si può ancora dire?) da garantire i numeri più alti di violenze sessuali. Sarà pure tutta contentezza inespressa ma rimangono i dubbi. Non è che i media “del progresso” li additano a modello per pura propaganda politica, incuranti di pubblicizzare un efficientismo laicista che ha distrutto la spiritualità umana? Non si è forse pagata l’eliminazione del disagio sociale con una perdita di senso dell’esistenza? Non è che maggiormente in quei paesi l’uomo stesso è diventato ingranaggio di un sistema che continua a curare l’avere ed a trascurare l’essere?

La sciocca pretesa

Sono stupefatto che la visione scientifica del mondo reale intorno a me sia così deficitaria. Ci dà tante informazioni fattuali, dispone tutta la nostra esperienza in un magnifico ordine coerente, ma è orribilmente silenziosa su tutte le diverse cose vicine al nostro cuore, su tutte le cose che contano davvero. Non può dirci una sola parola sul rosso e sul blu, sul dolce e l’amaro, sul dolore e la gioia fisica; non sa nulla del bello e del brutto, del bene e del male, di Dio e l’eternità. La scenza pretende qualche volta di rispondere a domande in questi ambiti, ma le sue risposte sono spesso così sciocche che non siamo disposti a prenderle seriamente.”

Erwin Shrodinger, premio Nobel per la Fisica 1933

Fede necessaria alla scienza

«Chi ha veramente collaborato a costruire una scienza sa per propria esperienza interiore che sulla soglia della scienza sta una guida apparentemente invisibile, ma indispensabile: la fede che guarda innanzi. Non c’è principio che abbia recato maggior danno, per l’equivoco a cui si presta, che quello dell’assenza di premesse nella scienza».

Max Plank, Nobel per la Fisica, conferenza del 1930, su La conoscenza del mondo fisico

Giorno dei Santi

Alla fine, essere santi non vuol dire fare tutte le cose giuste.
Vuol dire dare tutto, offrire tutto, anche quel pezzettino che ci tiene ancorati allo scoglio del mondo.
L’abitudine dalla quale non ci possiamo staccare, ciò a cui pensiamo di non poter rinunciare, e quel timore che ci trattiene dall’offrire tutto noi stessi perché sappiamo che la nostra offerta sarà accettata. Il peccato è un “non”: non volere essere interi.

Vedo che mi converrebbe, ma non ci riesco. No, neanche a chiederlo. Ho paura della Grazia di cambiare. Forse accadrà domani. Ma oggi, non sono santo.

Pubblicato da Berlicche, titolo originale: Oggi non sono Santo

Ricapitolando il falso

I disegni del 1874 di Haeckel

È imbarazzante, ma vero: alcuni dei disegni più influenti nella storia della biologia sono sbagliati, esagerati per adattarsi a una tesi” tuona schiettamente The New Scientisti riferendosi ai disegni di Haeckel. Ma, attenzione, nonostante la deliberata falsificazione sia conosciuta da tutto il mondo scientifico, le tavole dello scienziato tedesco, svecchiate ed abbellite, fanno ancora bella mostra di sé su alcuni libri scolastici dei nostri figli. Difficile a credere? Si sfoglino allora le pagine che riguardano la riproduzione umana oppure si salti al capitolo dell’evoluzione darwiniana, le si potranno scoprire tra le ”prove” della stessa. Provare per credere.

L’evoluzionista tedesco Ernst Haeckel dalla fine dell’800 prese a sostenere la “biogenetica” e cioè che “ontogenesi ricapitola la filogenesi”: con la forma degli embrioni delle specie viventi era per lui possibile risalire alle specie estinte da cui derivavano, andando così a colmare l’imbarazzante carenza di prove scientifiche a favore della teoria darwiniana. E siccome si dovevano fornire delle “prove” alla comunità scientifica decise di costruirsele. Il risultato furono dei disegni in cui egli comparava embrioni di diverse specie adattandoli liberamente ai sui scopi: “Haeckel non solo tolse o aggiunse organi ma alterò anche la scala per esagerare le similitudini tra le specie anche quando c’erano differenze di dimensione di 10 volte“. ii Insomma, i disegni di Haeckel “sembrano dimostrarsi uno dei più famosi falsi della biologia” iii e quando fu sorpreso con le dita nella mermellata Haeckel si difese tirando nella mischia altri scienziati “dovrei considerarmi condannato e annichilito, se non avessi la consolazione di vedere accanto a me sul banco degli imputati centinaia di colleghi colpevoli, tra cui molti dei più fidati osservatori e dei più stimati biologi. La grande maggioranza di tutti i diagrammi presenti nei migliori testi di biologia, nei trattati e nei giornali presenta lo stesso grado di “falsificazione”, in quanto sono tutti inesatti e più o meno manipolati, schematizzati e costruiti“.iv Ma questa sua ammissione fu stranamente dimenticata.

Anche se la scienza moderna sa che “ La legge biogenetica è sicuramente morta stecchitav i sui colpi di coda, camuffati da rigorosi studi geneticivi, arrivano fino ai nostri giorni. Nel libro delle scuole medie inferiori che chi scrive ha sotto mano il confronto è tra embrioni di pollo e dell’uomo e si sostiene che “all’inizio gli embrioni si assomigliano molto“. Ovviamente, embrioni con pochissime strutture biologiche si assomiglino tra loro; di più, l’ovulo appena fecondato è presumibilmente pressochè identico, e allora? Una Ferrari rossa ed una 500 possono essere confuse se appaiono come puntini rossi osservati a grande distanza, mentre diventano distinguibili quando s’avvicinanano a chi osserva. Una grande scoperta quindi, tanto da gareggiare con quella dell’acqua calda. Ma un tale ragionamento può sostenere “parantele evolutive”?

Ma perchè mai dovremmo preoccuparci della presenza di tali anacronismi truffaldini nei libri di testo? Prima di tutto perchè puzza alquanto di ideologia che un tale falso scientifico campeggi ancora sui testi delle scuole dell’obbligo, eppoi perchè la superficialità delle “ricapitolazione” embriologica ha già fatto un sacco di danni, ed in molti ambiti. La teoria di Ernst Haeckel infatti, asserisce che un organismo più evoluto ha qualcosa in più rispetto a quello meno evoluto, ed il giochino funziona per addizione: il più evoluto ha qualcosa in più di cui l’altro è sprovvisto. E qui sta il cuore della questione.

S. J. Gould

S. J. Gould, uno dei massimi evoluzionisti del secolo scorso, si occupòvii ampiamente delle nefande conseguenze dell’affermazione della “teoria della ricapitolazione”: l’uso strumentale della biologia a fini ideologici portò alla legittimazione di eccessi non solo nel campo della antropologia criminale lombrosiana e della psicologia infantile, ma fornì anche il substrato pseudoscientifico a condotte imperialiste e persino alla teoria della razza nazista. “Per chiunque voglia affermare l’ineguaglianza innata delle razze,pochi argomenti biologici possono essere più attraenti della ricapitolazione,con la sua insistenza sul fatto che i bambini delle razze superiori (inevitabilmente i propri) passano attraverso e oltre le condizioni permanenti degliadulti delle razze inferiori»viii Di più, popoli più poveri e donne presenterebbero le stimmate “infantili” che li renderebbero “bisognosi” di essere tutelati da popoli più evoluti e padri/mariti. Ecco giustificato ” a fin di bene” imperialismo e paternalismo. Fu quindi naturale buttarsi a studiare polpacci, ombelichi, nasi e cervelli per riconoscervi inequivocabilmente elementi primitivi/infantili.

Ma il fenotipo, le caratteristiche espresse, può essere strumentalizzato a piacimento: così dagli anni ’20 con la pedomorfosi, la ricapitolazione fu usata per giudicare H. sapiens superiore agli altri primati non per essere “più avanti” ma al contrario, per essersi arrestato prima nello sviluppo, ad un livello più infantile degli altri quadrimani, un livello, ben inteso, “ora foriero di novità a venireix , e questo grottesco sviluppo della teoria serpeggia vitale persino ai nostri giorni. E come la mettiamo con la grande mole di “fatti” che decretavano come inferiori neri e donne perchè morfologicamente più infantili? Per evitare che queste fino a quel punto svantaggiate categorie potessero divenire di botto superiori furono presi in considerazione caratteri diversi attestanti a loro volta che ” la razza bianca” sembra essere la più progredita, poiché è la più ritardata“.x Nonostante Gould riconoscesse alla scienza una valenza conoscitiva, seppure “spesso ottusa ed errata“, questo voltagabbanismo scientifico lo spinse ad affermare “«Critico […] il mito che la scienza stessa sia un’impresa obbiettiva […] è un fenomeno sociale, dunque è inevitabilmenteattraversata dalle ideologie, dai conflitti, dagli interessi che animano la società […] La maggioranza dei suoi cambiamenti nel tempo non registra un avvicinamento alla verità assoluta, ma il mutamento dei contesti culturaliche la influenzano così fortemente». xi

E’ quindi così strano immaginare che la longevità del riconosciuto falso scientifico di Haeckel sia tale in quanto ancora funzionale al main stream odierno? Non riusciamo proprio a vederci una giustificazione scientifica per abomini di ogni sorta? Salta in mente, ad esempio, che se in stadi iniziali dell’embriogenesi siamo simili ad animali, non sussiste alcun problema etico a far scempio di quelle vite.

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i Matthew Cobb, How fudged embryo illustrations led to drawn-out lies, The New Scientist, 05 Jan 2015; https://www.newscientist.com/article/mg22530041-200-how-fudged-embryo-illustrations-led-to-drawn-out-lies/

ii Elizabeth Pennisi, “Haeckel’s Embryos: Fraud Rediscovered”, Science, 5 septembre 1997, DOI: 10.1126/science.277.5331.1435a

iii Ibidem

iv Francis Hitching, The Neck of the Giraffe: Where Darwin Went
Wrong
, Ticknor and Fields, New York, 1982, p. 204

v Keith S. Thomson, Ontogeny and Phylogeny Recapitulated

vi T. Domazet, D. Tautz. A phylogenetically based transcriptome age index mirrors ontogenetic divergence patterns. Nature, 2010; 468 (7325): 815 DOI: 10.1038/nature09632; A. T. Kalinka, and coll. Gene expression divergence recapitulates the developmental hourglass model. Nature, 2010; 468 (7325): 811 DOI: 10.1038/nature09634

vii S. J. Gould, Ontogenesi e Filogenesi (1977)

viiiIbidem p. 122

ix Ibidem p. 127

x Ibidem p. 128

xi S. J. Gould, Intelligenza e pregiudizio, p.43

Ecologia umana!

Il 22 ottobre del 1978 partiva il pontificato di san Giovanni Paolo II, il Papa polacco. Chissà come commenterebbe lo smarrimento dei giorni attuali chi aveva contribuito al crollo dell’impero comunista russo, il Papa del “Non abbiate paura!”. In ogni caso ci piace ricordare in epoca di mobilitazioni ecologiste quanto scrisse in proposito nella Centesimus annus del 1991: «Non solo la terra è stata data da Dio all’uomo, che deve usarla rispettando l’intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l’uomo è donato a se stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato dotato». La terra e l’uomo hanno quindi un fine stabilito da Dio e «c’è dunque un’ecologia che potremmo dire “umana”». Le due ecologie quindi non possono essere tenute distinte o, peggio, servire per contrabbandare un’ideologia atea: è chiaro quindi che « l’umanità, se ha a cuore la pace, debba tenere sempre più presenti le connessioni esistenti tra l’ecologia naturale, ossia il rispetto della natura, e l’ecologia umana». Ad esempio, abbracciare la bandiera verde e, contemporaneamente, quella dell’ideologia LGBT non è cristiano, ammesso che possa interessare a qualcuno dei fans della dottrina di Greta.

Ancora balle spaziali

Ci risiamo. Il solito libro”dal successo clamoroso” privo di vere novità scientifiche, il solito scienziato quasi famoso [ elevato al rango di premio Nobel grazie alla testata che lo ospita per la presentazione del libro] che vuole vendere ancora più libri per diventare famoso, tutto, ben inteso, solo in nome della conoscenza. Non una conoscenza qualunque ma, udite, udite, assoluta: « non solo sappiamo di “vita su milioni di pianeti” ma “Sappiamo come è nato l’universo e anche perché”.

Ah, sì? E i Tg non ne parlano? Possibile che ci siamo persi tutto questo ben di Dio? Calma ragazzi. Leggendo attentamente si scoprono i trucchi: si ammette infatti che « molti particolari devono ancora messi a fuoco» si parla di «una schiuma di universi-bolla che si intrecciano» e di “scienziati che presto, forse, potranno cogliere questo intreccio scrutando con telescopi sempre più potenti“.

Il prof. Guido Tonelli

Circa la vita scopriamo che la sua straordinaria diffusione è sostenuta dal “semplice calcolo delle probabilità” , sottacendo la mostruosa difficoltà a spiegarla anche su un singolo pianeta . E’ la scienza dei “forse“, dell’aria fritta di infiniti universi indimostrati ed indimostrabili pullulanti di vita (ma dove?) che conosciamo bene quella di Guido Tonelli col suo “Genesi”. E’ la scienza del « troveremo anche qualche conferma ». Qualche confermaaa? ‘Sta cosa significa che non ne abbiamo nessuna! Ecco di cosa nutriamo le nuove generazioni: di fiabe pseudoscientifiche che superano la fantascienza, anzi, che sono esse stesse fantascienza. Non dire gatto… recita l’antico adagio popolare. E ritornare a fare scienza vera, quella delle conferme sperimentali? Ma anche no! Quella non fa vendere libri.. fa solo monotonamente riflettere su di un universo che ha avuto un inizio. Ed è una riflessione scomoda.

Serietà a confronto

Il Ministro Fioramonti

Il primo ottobre 2019, in un’intervista rilasciata a alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti afferma di essere favorevole all’eliminazione dalle laiche aule scolastiche del crocifisso e per difendere il suo punto di vista afferma “chi mi conosce sa che sono uno scienziato serio e mi occupo di ricerca e formazione“. Sarà, ma il nostro serio ministro assicurava nel 2013 che sono solopochi poliziotti per bene “, che Berlusconi “portava sfiga” a causa dei terremoti che si erano succeduti mentre alla Santanchè avrebbe volentieri sputato. A leggere tali simpatiche esternazioni del serio scienziato sorge il dubbio su quale sia la ricerca in cui si cimenta il nostro Ministro dell’Istruzione.

Il Nobel Phillips

Può essere a questo punto risultare edificante parlare di un altro scienziato serio. William Daniel Phillips è il fisico americano che vinse il Nobel per la fisica nel 1997, per «lo sviluppo di metodi per raffreddare e catturare gli atomi tramite laser». Presentandosi alla Templeton Foundation, scrisse nel 2004: Faccio ricerca tradizionale, pubblico in riviste peer-reviewed, presento le mie ricerche in riunioni professionali, formo studenti e ricercatori post-dottorato, […] Sono anche una persona di fede religiosa. Frequento la chiesa, canto nel coro gospel, di domenica vado al catechismo.. […] Per molte persone, questo mi rende in contraddizione: uno scienziato serio che crede seriamente in Dio .

Probabilmente, fra queste persone c’è pure il “serio” Fioramonti.