La notizia apparsa sul sito di techradar.com è definita "shock" ma a me non stupisce più di tanto: dei ricercatori di una università dello Utah hanno fatto un’indagine presso gli studenti che giocano assiduamente ai videogame è l’esito è stato che i soggetti si isolano in se stessi, trascurando i rapporti iterpersonali nel mondo "reale" e abbandonandosi sovente a vizi quali il bere ed i fumare.
L’articolo in questione parla addirittura di 14 ore al giorno passate a giocare (ma studiare, niente?) che sono veramente tante, quanto pasta per stordire chiunque. A me basta vedere già mio figlio – otto anni – che dopo un ora di Star Wars Battlefront sulla pleistescion ci mette qualche minuto a capire che ha smesso i panni dello Jedi ed è tornato alla (triste) realtà