Utilità dell’ateo

M. Cacciari

Sì, anche gli atei sono utili per chi crede. Normalmente non ci si pensa ma è proprio così, a ben vedere. Di questo tratta un bel colloquio pubblico del 13/7/2018 fra un lettore e Don Antonio Rizzolo, su Famiglia Cristiana. Il lettore ha partecipato a dibattiti con atei famosi come Odifreddi, Augias e Cacciari, e ne è uscito “rafforzato” nella fede. Di più, afferma che “queste persone siano in qualche modo più meritevoli di noi – cosiddetti credenti – che il più delle volte trasciniamo una fede smorta, priva di domande, mentre in loro la ricerca della verità è a volte un vero tormento.” E purtroppo ha ragione. Ma  anche Don Antonio risponde in maniera interessante: “A volte sono dei veri e propri avversari, perfino persecutori della Chiesa e dei credenti. Quando però si tratta di persone oneste e corrette, il dialogo con loro è particolarmente fruttuoso. Ci fa capire, come sottolinei anche tu, che la nostra non è una fede cieca, non è fideismo. Infatti, con la luce della ragione, partendo dalle cose create, l’uomo può conoscere Dio. Questa capacità deriva dal suo essere creato a immagine di Dio.” E partire dalla cose “create”, dal mondo quindi, se ben si procede, non può che portare a Dio: diceva San Tomaso nella sua Summa contra gentiles che  «sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tuttavia i principi naturali della ragione non possono essere in contrasto con codesta verità»
Leggi tutto..