Homo: le conclusioni

Ricordate quale era stato il pretesto del nostro approfondimento sulla  preistoria dell’uomo? Si trattava di un articolo di Oggiscienza in cui un ragazzo del liceo metteva in dubbio la “vulgata” dell’uomo che deriva dalla scimmia attraverso una serie di dimostrati passaggi intermedi. Per risolvere la questione, la redazione aveva quindi interpellato  nientepopodimeno che la prof. O. Rickards, ordinaria di Antropologia Molecolare all’Università di Roma Tor Vergata . Veniva quindi analizzato il testo di storia reo si lesa maestà nei confronti della scienza “ufficiale”. Continua..

Ma la complessità?

Prima solo femminicidi, poi solo naufragi nel Mediterraneo, ora solo razzismo. Ma è possibile che i media seguano monotematicamente la realtà italiana? Le violenze sulle donne sono state congelate, in attesa di essere al momento giusto riesumate, così come i gommoni ricolmi di stranieri. Sembra che di moda vada in Italia il “tiro allo straniero”: gli abitanti del “bel paese”, spossati dalla calura estiva, ora sparano ai neri. Possibile, che al di là di stucchevoli consigli su cosa mangiare col caldo e di questo deliberato tipo di cronaca non riescano a darci un quadro complessivo di ciò che avviene? Possibile che succedano grane solo alle minoranze? Possibile che la violenza non colpisca mai un maschio eteresessuale italiano, in regola coi libretti e che lavora nel rispetto di tutte le norme sulla prevenzione degli infortuni? E ai colletti bianchi della bergamasca, ai pescatori di Mazara, agli impresari del tavoliere, non succede mai una pippa? A questi ed ad altri “normali” va sempre tutto bene? E’ solo..fortuna o la cosa non fa notizia? Quelle di questi giorni sono notizie “maculari”, macchie che dovrebbero formare, secondo chi le comunica, qualcosa che abbia un senso o sono solo espressione di confusione, cioè di incapacità di lettura della realtà? O peggio ancora, di dolo? Andreotti diceva che a pensar male..

Può starci ma..

Gesù, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo…».(Matteo 16,23). Pietro, seguace di Gesù, lo “scandalizza” ragionando secondo il mondo. La critica, ribaltata dalla copertina di Famiglia Cristiana a Matteo Salvini, che si confessa credente, può starci: protagonismo, strumentalizzazioni e toni ruvidi non mancano al Ministro dell’Interno, e non sono atteggiamenti cristiani. Ora si attende con fiducia la copertina di FC che si schiera a supporto delle affermazioni del Ministro Fontana a difesa della famiglia naturale, contro la levata di scudi di tutta la Sinistra e dei Cinque Stelle che sostengono diritti inesistenti, anche questi atteggiamenti non cristiani.

La vita, per forza

C’è vita su Marte?
Un po’, il sabato sera

Due notizie dal mondo della scienza. La prima, che è stata trovata acqua allo stato liquido su Marte... un lago sotterraneo. La seconda, che alcuni scienziati hanno sviluppato un modello per la nascita della vita basato sulla aggregazione di particolari molecole lipidiche.

Cratere marziano

Sull’onda della prima scoperta, non certo inattesa, molti sembrano avere dato praticamente per certo il fatto che questa pozza sotterranea possa e debba ospitare la vita. Timidamente, direi che uno stagno d’acqua ricco di sali pesanti a più di un chilometro di profondità al polo di un pianeta freddo non è il posto migliore perché la vita come noi la conosciamo possa prosperare. Condizioni simili i microbi terrestri li ammazzano. Davvero la vita è spontanea, inevitabile? Chissà.

Ma la seconda notizia è quella che più intriga. Basandosi solo su modelli al computer da loro sviluppati, questi scienziati “dimostrano” che specifiche composizioni di lipidi, chiamati “composomi”, possono avere mutazioni composizionali, essere soggetti alla selezione naturale in risposta a variazioni ambientali, e persino essere sottoposti a selezione darwiniana. Wow. Non vuol dire un cacchio, ma wow.

Il professor Lancet ritiene che questi lipidi possano associarsi tra loro e “riprodursi” trasferendo le informazioni ai loro successori. Sostiene che queste “scoperte”, insieme a calcoli basati su modelli innovativi, mostrano che la probabilità di nascita spontanea della vita siano relativamente alte, e possano comprendere l’eccitante possibilità che la luna di Saturno Encelado ospiti al presente alcune forme di vita basate sui lipidi.

A me, che qualcosa di modelli computazionali conosco, pare una marea di vaccate fatte per ottenersi qualche pubblicità. Ma ammettiamo per un secondo che possa essere vero.

Mi veniva da pensare: per quale motivo queste molecole dovrebbero sopravvivere, riprodursi, evolvere?
La risposta di quello scienziato è “nessuno”.

Non c’è nessuna ragione per cui una molecola dovrebbe “cercare” di duplicarsi. Una molecola non pensa, non ha uno scopo. L’acqua non vuole evaporare se messa al sole, un sasso non vuole cadere se lanciato. E’ qualcosa che accade perché ci sono le leggi della fisica. Così queste molecole assurdamente improbabili diventando in modo assurdamente improbabile sempre più complesse moltiplicandosi nel frattempo per nessuna finalità.

Una volta che sono diventate vita, organismi semplici eppure incredibilmente complicati, per quale motivo questi competono tra loro, si riproducono? Nessuno.

E quando si siano riuniti in forme ancora più evolute, piante, animali, per quale motivo questi cercano di prosperare e sopravvivere? Nessuno.

E quando poi ci siano degli esseri umani, quel è il fine di viaggiare, conoscere, leggere, scrivere, amare? Nessuno.
Quindi anche la ricerca del professor Lancet non ha un fine, è inutile. Come Encelado, Marte, la rivista che lo pubblica, io, voi; come lui stesso. Perché tanta eccitazione, allora? Questa emozione è solo il ticchettio di un orologio, il cadere di un sasso.

Io invece credo che un fine ci sia. Da cristiano, quella che si chiama “la Gloria di Dio”; e che siamo stati creati per questo. Magari anche con leggi fisiche che ci hanno portato fin qui. Definendomi con questo inspiegabile desiderio del tutto, desiderio di felicità. Come un sasso che cade lanciato verso un bersaglio.

La parola fondamentale è “lanciato”.

Pubbblicato su Berlicche col titolo di “Vita!” il 26 luglio 2018

L’ateismo è morto!

Ricordate la celebre frase di Nietzsche: “Dio è morto.”? Ebbene, sapete che c’è? Che è invece proprio l’ateismo ad essere morto. E non lo afferma un preticello di campagna ma un intellettuale di rilievo della patria dell’Illuminismo, Philippe Nemo, direttore e professore di Filosofia economica del Centro di ricerche in Filosofia economica presso ESCP Europe. Insomma, un pezzo grosso che proviene da un ambiente a prima vista completamente scristianizzato, ma che ci ricorda nel suo libro una verità sotto traccia a giudicare dai media: due secoli di “bombardamento” metaforico e reale della cristianità non sono stati sufficienti a sradicare la religione cristiana dal vecchio continente. Fu l’Illuminismo  ad inaugurare la stagione in cui «tutte le energie intellettuali sono state dedicate a respingere l’idea di Dio», ma il suo tentativo di sostituirsi ad esso con la scienza positivista (e la deriva scientista) è franato all’inizio del XX secolo. Da Hegel in poi ci provarono con l’Idealismo tedesco,  arrivando infine ad un “punto morto” filosofico. Quindi Strauss e Feuerbach  tentarono a negare la storicità del Cristo, cosa dimostratasi insostenibile in base ai fatti. Ci provarono anche con le filosofie rivoluzionarie, ma massoneria, nazismo e comunismo si risolsero nell’oppressione sistematica dell’uomo che avrebbero dovuto liberare. Un ultimo tentativo, ancora in corso ma infruttuoso, è la propaganda a favore dell’assolutizzazione dell’arte, la spinta verso contaminazioni neo-pagane e le filosofie orientali. Il risultato di questo “indottrinamento” mediatico è l’angosciosa “notte” della cultura occidentale, una cultura ammorbata anche dai “cadaveri intellettuali” delle ideologie politiche fuori tempo massimo e della  propaganda scientista targata Angela,  Augias, Odifreddi, Flores d’Arcais.  Ma l’aurora spirituale, in ogni caso,  è meno lontana di quanto si possa immaginare: il pensiero ateo sa opporre solo egoismo e nichilismo al “senso” cristiano del tutto e «nel silenzio dell’ateismo, la Parola di Dio ritornerà a essere udibile». Qualcuno già la sente..

Il “folle volo”

Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando
pur come quella cui vento affatica..

Dante e Virgilio incontrano la “fiamma”di Ulisse

Dante racconta il suo incontro con Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno. L’eroe greco viene descitto in maniera diversa da quanto fatto da Omero originariamente, ma le motivazioni e le differenze  qui non ci interessano. Ciò che ci interessa invece è capire chi si cela dietro il paravento di Ulisse, cioè a quale categoria di uomini Dante si riferiva mettendo il greco tra i dannati. In quel girone dell’inferno venivano puniti per l’eternità i fraudolenti e certo Ulisse poteva annoverarsi tra questi per lo stratagemma della presa di Troia. Ma ciò che il poeta toscano sottolinea di Ulisse è però la sua irrefrenabile voglia di esperienza, di conoscenza, di superamento del limite, a costo di sacrificare vita ed affetti:

né dolcezza di figlio, né la pieta 
del vecchio padre, né ’l debito amore 
lo qual dovea Penelopé far lieta,

vincer potero dentro a me l’ardore 
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto, 
e de li vizi umani e del valore;  

Le motivazioni del viaggio sono buone: seguire la natura umana che si nutre di ciò che la differenzia dagli animali:

Considerate la vostra semenza: 
fatti non foste a viver come bruti, 
ma per seguir virtute e canoscenza.

Ma sono parole vuote: il viaggio diventa subito senza senso perchè la foga viene spesa solo nel ricercare nuove esperienze, con il superamento del limite, del tabù. E’ quindi la negazione stessa di una vita pienamente umana: il “folle volo” è tale in quanto ossessivamente votato al superamento del “limite”;  le virtù, ed in particolare prudenza e temperanza, non vengono tenute in considerazione.

d’i nostri sensi ch’è del rimanente, 
non vogliate negar l’esperienza, 
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Il non negarsi nulla, il non saper limitarsi,  produce una vita sbilanciata, tutta protesa al  provare tutto,  una trasgressione senza freni che genera un solo epilogo: l’essere inghiottiti dalla realtà che risponde ad altre regole:

Tre volte il fé girar con tutte l’acque; 
a la quarta levar la poppa in suso 
e la prora ire in giù, com’altrui piacque, 

infin che ’l mar fu sovra noi richiuso

Ulisse sfugge a Polifemo

Ulisse è colui che infrange proprio quelle regole, che vive un’affannata “vita pericolosa” per dirla alla Vasco, e non se ne pente. Nonostante ci appaia proprio per questo simpatico,  l’eroe pecca d’orgoglio, di narcisistica ed irrefrenabile pulsione all’autosoddisfacimento: la sua curiosità pare voler ingoiare il cosmo intero e digerirne le leggi. Ulisse in definitiva,  non accetta la sua natura di uomo ponendosi al di fuori del paradigma, subendo per questo la punizione divina, la dannazione dell’anima.

Vivesse oggi il poeta toscano cel’avrebbe con chi, in ambito scientifico, pretende con i soli mezzi umani, di penetrare misteri che sfuggono alla ragione. Ma non solo: alzi la mano chi non si è riconosciuto almeno un po’ in Ulisse. Dante lo sapeva bene e , in fondo, ce l’aveva con tutti noi, noi che vogliamo sapere e provare senza limite (trasgredire) …tralasciando obbedienza e spiritualità. Uomo avvisato..

Ingiustizia?

Lo stato di salute di Sergio Marchionne appare critico ed irreversibile per «complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore». Il manager è ricoverato in una clinica svizzera, in terapia intesiva. Il suo posto alla  è stato già preso da altri e John Elkann, presidente di Fca, così esprime il suo stato d’animo: «Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia.”

Ingiustizia? Leggo bene? Marchionne ha dato molto, ma ha ricevuto tantissimo. E quale sarebbe l’ingiustizia? Quella di aver avuto una famiglia scampata alla minaccia delle foibe? Di aver potuto studiare e laurearsi in Canada in filosofia e legge? Di essere riuscito a risollevare la Fiat, di cui era AD, dalla stagnazione economica? Di aver riportato la Ferrari, di cui era divenuto presidente, in lizza per il mondiale F1? Ingiustizia è l’esser il manager più pagato in Italia (le tasse le pagava all’estero)? Di avere avuto due figli ed avere ancora al capezzale una donna vent’anni più giovane?

E allora? Ahhh, ecco, forse John Elkann intende che a sessantasei anni non ci si può ammalare così? Mi spiace John, ci si può ammalare, anche se si è Amministratori Delegati FCA. Fa parte del gioco e si spera che Sergio sia pronto.

E lo spera anche chi scrive per se stesso, visto che “si entra nella vita e se ne esce alla stessa maniera” (Salomone, 7, 6).

P-ansa-nata sulla Sindone

“Ricerca su Sindone, almeno metà delle macchie di sangue sono false”
Così titola l’Ansa.

Non so le macchie, ma quello che posso dire è che quelle che mi sembrano false sono le affermazioni finali della ricerca [sulla Sindone -ndr-].

Come fanno a dire che le macchie sono un inganno? Hanno fatto colare del finto sangue e verificato che non sono riusciti a riprodurre alcune delle macchie presenti sulla Sindone.
E come è stata fatta questa prova? Tenendo un braccio alzato in posizioni fisse; con un manichino, rigido, sdraiato, con un “sangue”poco denso, estremamente liquido…

Sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Un corpo umano non è un pezzo di plastica; si piega, si infossa, si muove, possono esserci stati legacci o abiti a fermare il sangue, la superficie può non essere stata piana, il sangue si coagula, secondo i Vangeli la crocefissione è durata ora, non secondi…… le braccia possono essere state inclinate in avanti, all’indietro, mezzo ruotate… chiunque abbia sanguinato, o anche solo dipinto qualcosa con un pennello che cola, si può rendere conto dell’idiozia di affermazioni così categoriche.
Ci sono un milione di fattori che questi signori non conoscono. Ma a loro non interessa. Non sono presi in considerazione perché i cosiddetti ricercatori conoscono già il risultato che vogliono ottenere. E’ come domandare ad un imbonitore se conviene comprare quello che vende: quale pensate sarà la sua risposta?
E’ come dimostrare che gli uccelli non possono volare basandosi su un piccione d’argilla.

La domanda alla quale quei personaggi non sanno rispondere è: l’altra metà delle macchie, allora, che cos’è? Come è stata ottenuta questa Sindone? Perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di riprodurre minuziosamente un corpo umano completo di ferite e poi, invece di far colare semplicemente del sangue, si mette a dipingerlo? Cosa è certo è che questo genere di pseudoricerche che non reggono ad un esame critico sono buone per i superficiali, per coloro che si basano sui titoli, per chi cerca delle ragioni qualsiasi per non avere bisogno di credere. Sono “fake news”, una panzana mediatica che di scientifico non ha niente. Pubblicità.

A coloro ai quali invece interessa il vero dico: dubitate dei dubbiosi. Studiate più nel profondo. Potreste avere delle sorprese.

Pubblicato su il 17 luglio 2018, titolo opriginale: “Una macchia per la scienza”

L’estate, profondamente

Ci siamo di nuovo, anche quest’anno. La spiaggia è il miraggio ma per raggiungerla  bisogna attraversare il  vasto deserto fatto di code interminabili, asfalto rovente,  nervosismo, stanchezza. Eppoi il rumore fino a notte tarda, l’afa tra gli ombrelloni, le attese al ristorante, il conto salato, il mare sporco, il condizionatore che non funziona, il parcheggio distante, il sudore,  il bambino che vuole fare il bagno a stomaco pieno, le cicche nella sabbia che scotta. La vacanza si trasforma per tanti  in un altro periodo stressante in cui, semplicemente, non si lavora. Per quelli che invece hanno la voglia e la possibilità  di allontanarsi dalla calca vacanziera, si propone un esperimento, un invito a sentire. Lo so, i superficiali, i forzati dell’ombrellone, gli estimatori dell’abbuffata, i “pipistrelli” da discoteca e le pasionarie dello shopping non capiranno. Lo so, queste parole appariranno loro stupide o, ben che vada, semplicemente vuote. Soli, appartati, soverchiati dalla natura, potrete avere la fortuna di capire. Almeno provateci. Provate a sentire il sussurro del mare, la carezza del vento, il calore del sole, a guardare veramente il colore del cielo, delle nuvole. Abbandonarsi nel vedere, sentire, odorare.  Perdersi nel non ragionare. Non abbiate fretta, vi prego, almeno ora: osservate le controrsioni delle palme al vento, la danza delle fronde ed il suono che si genera; trasformate in esperienza gli odori della macchia e della salsedine. Tenete tutto assieme nel fluente sentire. Non pensare significa sentire, percepire lo spessore della solitudine, esserci nel tutto.

“Esse est percipi” scrisse il filosofo George Berkeley . Esistete se vi percepite, esistete se vi sentite. La mano, il piede, l’interno del vostro corpo, il cielo, il mare, la sabbia, l’ulivo, esistono se l’attenzione vi si posa sopra. Se esiste solo ciò che percepite, tutto insieme va percepito con voi stessi. Poi il “salto” dell’ “Essere” forse vi prenderà,  alcuni sì, altri no.

Se “graziati” vi ritroverete nel tutto ritrovato, vi riconoscete, vi riscattaterete dall’alienazione della routine quotidiana che rende ombre.  Persi come eravate nel non percepirvi, ragionandolo ma non percependolo, decidevate il mondo estraneo ostile, e il prossimo nemico a cui chiudersi. Ma in quiete senza tempo, in armonia col tutto percepito, a contatto del vostro ritrovato essere profondo, nel vostro ancestrale essere vivi, riacquisterete per grazia visione limpida, apertura, pazienza, gioia. “Tutto questo mi parla di Te“, penserete. Ma più volte sarete rapiti nel tempo, passato o futuro dai pensieri, invenzioni automatiche di una mente che ci impedisce di vivere veramente. Ma permetterete a qualcosa di richiamarvi all’istante senza tempo: una folata di vento, un’onda sugli scogli, il ronzio di un’ape o la musica delle cicale vi riporteranno là dove esistete profondamente. Vedrete allora per grazia ciò che occhi non vedono, vi sentirete “tralci di vite”, e “Io sono colui che sono” vi apparirà chiaro. Rendere grazie sgorgherà naturale: la sosta sul baratro dell’Essere può farvi nuovi.

«Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.» (Mc 6, 31-32)

Anche a chi non ha approvato, non ha capito o non ha voluto capire, buone vacanze.

Immagini da litorali sardi e siciliani

La scienza non è onnisciente

R. C. Lewontin

A dirlo non è un reazionario esponente del “bacchettonismo” cattolico ma il famoso biologo genetista americano Richard C. Lewontin. In un breve saggio,  Biologia come ideologia, che dovrebbe essere letto obblligatoriamente in tutti i licei, Lewontin, di pensiero agnostico, partendo dalla biologia, dipinge delle scienza attuale un affresco diverso di quello della narrazione dei media,   puntando l’indice sul dogmatismo che la caratterizza e la distorce. Gli scienziati, possessori unici della “Verità”, in Occidente si sono sostituiti al Cristianesimo nell’indirizzare e giustificare non solo la visione del cosmo, ma anche quella la socialità e dell’uomo. Tale distorsione del modo di fare scienza è l’essenza dello scientismo, una sorta di “fede” che pretende di ottenere la conoscenza completa della realtà a partire dalla sola materia. Il pensiero di Lewontin è simile a quello del filosofo della scienza M. Ceruti che così commenta su Avvenire.it il suo libro “La fine dell’onniscienza“: “Per inerzia, anche da parte di molti suoi comunicatori, il modo in cui la scienza viene rappresentata è tornato positivista fuori tempo massimo, per così dire, ignorando come ormai da più di un secolo la scienza abbia cambiato paradigma abbandonando l’idea di essere autosufficiente“. Ma i due saggi non sono in fondo un invito a smettere di “fare scienza”, tutt’altro. Solo studiandola meno superficialmente e riconoscendone i limiti si potrà apprezzarne appieno il contributo.

Il puzzle si complica

Skull5 di Dmanisi in una copertina di “Science”

Con l’approfondimento di Homo #6 ci saremmo potuti fermare nel raccontare la storia biologica dell’uomo. Per comprendere delle sfide future della paleoantropologia è però necessario parlare di alcune recenti scoperte. Roba grossa, ma prima di prenderle in esame è bene fare un riassunto di ciò che pare assodato fino a questo punto. Continua a leggere…

CRsetteteeee

CRsettetee. Restiamo coi piedi per terra. Tuttosport titola “Tu scendi dalle stelle” perchè Ronaldo è arrivato a Torino e questa mattina c’erano già ad osannarlo migliaia di tifosi di fronte al centro medico della Juventus. Voglio sorvolare sull’eccessiva enfasi dedicata all’evento e sul discorso dell’ “eticità” di un’operazione pallonara da 357 (!) milioni di euro. Rilevo invece che è già iniziata l’aticofilia (sperare nel fallimento altrui) dei non Juventini. Tutti i “gufi”, lo so, stanno covando nelle viscere una frase che sperano prima o poi di far esplodere: “la Juve non vince la coppa neanche con Ronaldo!” Io invece auguro agli amici bianconeri di vincerla ‘sta diavolo di coppa! In effetti, sembra essere in questo momento il numero uno al mondo, quindi soldi ben spesi per la Juve. Ma il punto non sta qua. Il punto è che Ronaldo è un mito e diventerà, se non lo è già, un “idolo” per una marea di ragazzi e bambini italiani.

Ma tale “idolo” ha da insegnare anche fuori dal campo?  Già perchè in questo momento di crisi morale dell’Occidente, ahimé, sono le star dello spettacolo e dello sport a fungere da modello. E Cristiano come modello fuori dal campo non è un granché. «A mio figlio una madre non serve, gli basto io» ha tuonato nel 2015 CR7 per giustificare che aveva commissionato un figlio tramite maternità surrogata. Per chiarire, “Cristianuccio” ha raccolto almeno tre volte il suo seme e lo ha consegnato ad una o più donne che per nove mesi gli hanno fatto, si dice dietro compenso milionario,  da “incubatrice”. Alla faccia del progressismo femminista, in questo modo sono venuti al mondo Cristiano Jr e due gemellini che Ronaldo si è cresciuti da solo: “La madre del bebè e io abbiamo concordato[…]che mio figlio resti sotto la mia esclusiva tutela“, aveva detto per il primo. Ma alla fine evidentemente, la legittima voglia  di maternità  dell’attuale compagna ha avuto il sopravvento sull’egoismo del “fenomeno”: l’anno scorso è finalemnte nata, questa volta normalmente, Alana Martina. E cosa racconterà Ronaldo ai primi tre quando capiranno cosa ha fatto il padre? “…Gli racconterò quello che ho fatto e tutto quello che mi è passato per la testa in quel momento”. Con questa risposta “a minchia” come si dice in Sicilia, “Cristianuccio” ha dimostrato che di fenomenale ha anche la faccia…tosta. CRsetteteee, svegliamoci! Ronaldo non è un dio in terra, ma solo un grande “tiracalci”! Solo come tale dobbiamo ammirarlo. CRsettetee a tutti.

Scomodi antenati cinesi

National Geografic ha pubblicato recentemente un articolo su uno studio che sconquassa le nostre conoscenze sulla evoluzione umana. Si tratta della scoperta di un centinaio di manufatti in pietra venuti alla luce nel sito di Shangchen, in Cina. I reperti hanno un’età che varia dai 2,1 agli 1,3 milioni di anni. Per capire la portata della scoperta si invita, armati di pazienza e di attenzione, alla lettura delle pagine di approfondimento della serie “Homo“.

Realmente sdrammatizzando

Concedetemelo questa volta. Solo ‘sta volta. Il presidente Trump non si è impegnato molto finora per risultare simpatico ed è, al di là di come fa il politico,  un personaggio tra i più impopolari nel mondo. Non ci piove. Devo però ammettere che aver fatto aspettare mezz’ora sotto al sole nientepopodimeno che sua maestà la Regina d’Inghilterra, averla salutata con una bella stretta di mano tipo “trattoria der magnaccio” ed averle dato le spalle “oscurandola”  durante la rassegna delle truppe, gli ha fatto guadagnare un bel po’ di punti, almeno per me. Esilerante il momento in cui, essendole passato davanti, si guarda intorno e par che dica: “Ma dove cacchio è quella nana?”.

#Io sto con Chicco

Non ci crederete, ma questo video ha creato l’indignazione di molti politically correct. E’ solo una pubblicità, ci sono imprecisioni  e Chicco lo fa solo per soldi. D’accordo. Ma che c’è di male ad invitare a fare all’amore e quindi figli? Lo si diceva pure nel ’68: “fate l’amore e non la guerra!” Pure questo è messo ora in discussione in un paese afflitto da denatalità? Qualcuno si offende a causa dell”indottrinamento della teoria gender“? Pazienza, i bambini nascono normalmente quando uomini e donne fanno l’amore!